domenica 12 ottobre 2014

Yasawa I. (Fiji)

 16:80.93S 177:27.93E

Martedi 7 ottobre alle 6.30 salpiamo da Yandua, con Cristiano che ci segue a ruota, c’e’ alta marea e cielo grigio, si fatica a distinguere le secche dalle acque profonde; seguiamo la traccia precedente per circa 4 miglia, fino all’uscita della barriera che ci riporta nelle Bligh Water, poi rotta per ovest con il vento al gran lasco sui 20 nodi; il cielo si e’ aperto ed un bel sole ci accompagna per tutto il percorso. La pesca e’ tornata fruttuosa: un wahoo sui 6 kili ed un tonnetto di circa 3 rimpinguano a dovere il nostro freezer.

Alle 13.00 superiamo il reef che si estende a nord dell’isola Yasawa, la piu’ settentrionale del gruppo, fondale minimo 13 metri, c’e’ una buona luce che ci fa vedere distintamente i bassi fondali ed i piccoli  scogli. Alle 14.35, dopo aver percorso 55 miglia, ancoriamo a Narawa Bay, davanti ad una bella e lunga spiaggia bianca, su un fondale di sabbia di 7-8 metri (16°44.011’S 177°33.743’E).

Troviamo ad attenderci Giorgio, che naviga in solitario sul suo Pretorian “Waki”, e che sentiamo ogni sera via radio SSB al net italiano delle 6.00 UTC; la sera gran cenone su Refola, in compagnia degli amici di Libero e Waki.

A cominciare dal tardo pomeriggio il vento rinforza e continua ad ululare per tutta la notte ed il giorno seguente a 25-30 nodi, l’ancoraggio e’ ben protetto e la tenuta dell’ancora ottima; non secondario, abbiamo anche un buon segnale per internet. Il giorno seguente una delegazione formata da Giorgio, Cristiano e Giancarlo si reca a piedi al villaggio di Yasawairara, distante circa 7 km, per fare il sevu sevu. La notte di mercoledi 8, verso le 22, vediamo l’eclissi sulla luna piena:  le nuvole che corrono veloci nel cielo disturbano un po’, ma a tratti e’ chiaramente visibile l’ombra della terra che oscura tre quarti della superficie lunare.

Giovedi 9 ottobre ci spostiamo a sud dell’isola, in prossimita’ del villaggio Nabukeru; bella veleggiata di 14 miglia, con il vento al lasco sui 15-20 nodi, alle 11.40 ancoriamo a NW di Sawa-I-Lau  su un fondale di 22-24 mt di sabbia (16°50.935’S 177°27.928’E) ..

Nel pomeriggio scendiamo a terra per fare il sevu sevu: solita breve cerimonia, ma alla fine riceviamo dal capo villaggio la “calda” raccomandazione di passare dalle “ladies” (le sue compaesane) per vedere la raccolta di collane e monili vari che mettono in vendita per i turisti.

Mentre eravamo in visita dal capo, infatti, le “ladies”, una decina di signore ben in carne, avevano steso a terra parei e stuoie e messo in bella vista tutti i loro lavori: ci sembrava scortese sottrarci e  cosi’ onoriamo l’ospitalita’ acquistando qualche articolo.

L’attrattiva principale che rende famoso questo ancoraggio sono le grotte subacquee dell’isolotto  Sawa-I-Lau ; tutte le mattine alle 9.30, dal villaggio Tamusua, un miglio ad ovest di Nabukeru, arriva il “proprietario” delle grotte con una squadra di assistenti. Apre il cancello che da’ accesso alle grotte, riscuote la tariffa (20 $ fijiani a persona + 10 per ogni gruppo), mentre i suoi assistenti armati di torce subacquee, si occupano di accompagnare i turisti e di evitare incidenti.

Venerdi 10 ottobre decidiamo di visitare queste grotte: insieme a noi, dai resort vicini, arrivano 3-4 barche piene di turisti. Ovviamente il boss da’ la precedenza a loro (turisti doc), anche perche’ tramite il nostro portavoce Cristiano noi ci mettiamo a contrattare sul prezzo, peraltro senza ottenere un bel niente! Si accede alle grotte per mezzo di una scala in cemento che parte dalla piccola spiaggia e sale per circa 15 metri fino al cancello. Da li’ si riscende in grotta fino al livello del mare: ci si ritrova in una prima caverna, con acqua profonda una decina di metri, grande ed illuminata dal sole tramite una grossa apertura in alto, tra le ripide pareti di roccia; da questo primo antro si diramano altre caverne, piu’ piccole e piu’ buie, da raggiungere attraverso percorsi subacquei, abbastanza brevi (circa 10-15 sec).

E’ necessario essere attrezzati di torcia subacquea, perche’ a parte la prima sala, le altre sono senza luce ed e’ facile perdere l’orientamento; gli assistenti si posizionano ai due lati del passaggio piu’ difficile, per aiutare chi si trova in difficolta’, ma negli altri posti ognuno si deve arrangiare.

E’ stata un’esperienza emozionante e per tutti e’ valsa la pena di spendere un po’ di dollari (quasi 10 euro a testa!); abbiamo proseguito lo snorkeling sul mare davanti alle grotte, dove ci sono bei coralli e molte specie di pesci di piccola taglia.

Il 10 ottobre e’ festa nazionale  alle Fiji (anniversario dell’indipendenza dal dominio coloniale britannico, ottenuta nel 1970); il capo villaggio di Nabukeru ci aveva invitato a partecipare ai festeggiamenti e cosi’ nel pomeriggio siamo scesi a terra. Apparentemente il villaggio era tranquillo e sonnacchioso come al solito, ma poi girando siamo arrivati alla “Community hall”, una casa un po’ piu’ grande delle altre, punto di ritrovo per le assemblee e le feste del villaggio.  Tutti seduti per terra, le donne da una parte, a guardare e chiacchierare, e gli uomini dall’altra, a bere la kava nella classica ciotola di cocco. Cortesemente ci invitano ad entrare, ma solo Angelo ed io decidiamo di provare questa benedetta kava (dopo averne regalata tanta nei nostri “sevu sevu”),

gli altri optano per una passeggiata sulla spiaggia … ebbene, abbiamo bevuto una ciotola di kava a testa (e’ assolutamente scortese non finirla): e’ come bere dell’acqua sporca di terra, che lascia in bocca un leggero sapore di pepe. In tutte le Fiji la kava e’ un caposaldo delle loro tradizioni; si beve in compagnia, e pare che con una certa quantita’ si abbiano effetti narcotizzanti. Noi siamo rimasti lucidi, comunque…

Sabato 11 ottobre lasciamo l’ancoraggio di Sawa-I-Lau per spostarci circa 10 miglia a sud, nella famosa Blu Lagoon del gruppo delle Yasawa, dove e’ stato girato il film con Brook Shields.  

Alessandro

La spedizione a terra di Giancarlo, Cristiano, Giorgio

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Lilli di vedetta a prua per l’arrivo a Sawa-I-Lau

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Sawa-I-Lau, la spiaggia e le caratteristiche rocce a fungo

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Il resto della flottiglia italiana: Libero di Cristiano e Waki di Giorgio

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I nostri eroi col capo villaggio di Nabukeru (Cristiano, Angelo, Sandro)

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Le “ladies” di Nabukeru vendono i loro souvenir

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Il placido ancoraggio di Sawa-I-Lau

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L’ingresso alle grotte

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La prima caverna …

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… la luce viene dall’alto …

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