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venerdì 31 agosto 2012

SELVAGEM GRANDE

30:08.39N 15:52.32W
Giovedì 30 alle 10.10 salpiamo con rotta 170, destinazione Isole Selvagge
a 165 M, le previsioni danno vento da NE 15-20 kn, onda 1,7 mt a 7 sec, un
bel traverso - giardinetto per la nostra direzione.
Le Isole Selvagge sono costituite da 2 gruppi di piccoli isolotti:
Selvagem Grande e Selvagem Pequena, sono un parco nazionale sotto la
giurisdizione del Portogallo, per poter sostare bisogna richiedere
apposita autorizzazione che infatti avevamo ottenuto a Porto Santo;
l'autorizzazione si può richiedere anche via mail.
Dopo le prime 3 M, fuori dalla copertura di Madeira, il vento aumenta
progressivamente fino a stabilizzarsi sui 25-30 kn ed il mare di
conseguenza diventa ripido come annunciato (periodo 7 sec) ma l'altezza
delle onde raggiunge mediamente i 3 mt, e la direzione dell'onda (E-NE)
provoca continue rollate. Riduciamo la velatura al 70% di randa e genoa,
anche per non arrivare con il buio in prossimità dell'isola, dove ci sono
secche e isolotti da evitare, ma la velocità si mantiene sui 8 kn. Alle
17.00 il sibilo del mulinello, secco e veloce, ci segnala che qualcosa di
grosso ha abboccato; Enrico va subito a stringere la frizione che si è
perfino surriscaldata dalla velocità, la canna è piegata al limite della
resistenza. Togliamo il genoa ed innestiamo la retro per fermare la barca,
dandoci il cambio al mulinello riusciamo a recuperare a fatica circa 150
mt di traina, ma ce ne saranno almeno altri 100 ancora, tutto questo
lavoro con la barca che rolla sulle onde tanto da renderci difficile
mantenere l'equilibrio … dopo mezz'ora sentiamo un ultimo strattone ed il
pesce si libera, recuperiamo l'esca, un polipetto
artificiale, ancora intatto.
Ci è rimasta la delusione e la curiosità di sapere quale pesce fosse, ma
anche la consapevolezza che abbiamo evitato una fatica immane per
eventualmente tirare a bordo la preda…
La luce della luna piena, sebbene a volte coperta da grandi nuvoloni
grigi, ci rischiara la navigazione per tutta la notte; verso le 7.00 con
le primi luci dell'alba giungiamo in prossimità dell'isola, alle 8.00
ancoriamo nella baia autorizzata, posta a S, finalmente al riparo da mare
e vento.
Nel pomeriggio facciamo visita alla guardia del parco, che ci accoglie e
ci da’ il benvenuto, con grande ospitalità; avevamo letto sul portolano
che già dal 1970 l'isola è un parco naturale per la nidificazione degli
uccelli, infatti esiste una colonia protetta e numerosa di una specie
simile al gabbiano in età adulta, "la cagarra", caratterizzata da un
piumaggio soffice in età giovane. Anche il verso di questi uccelli sembra
quasi il vociare dei bambini, verso sera il cielo si riempie degli
esemplari adulti, che svolazzano sul mare in cerca di cibo.
Nel parco è presente anche una giovane biologa, che passa in rassegna
giornalmente moltissimi esemplari, controllandone il peso e la crescita,
tutte le tane sono classificate e visitate.
In segno di omaggio abbiamo portato una bottiglia di vino buono e questo
ci ha consentito di fare una passeggiata nel parco, in assoluta libertà,
mentre la guardia era impegnata con le comunicazioni radio…

abbiamo fatto molte foto di questa isola davvero selvaggia e affascinante,
come le creature che la abitano:








































mercoledì 29 agosto 2012

MADEIRA Marina Quinta do Lorde

32:44.40N 16:42.92W
Di Porto Santo, aldilà della simpatia e disponibilità del marinaio e
della segretaria, possiamo dire che di struttura non c’è molto e che
abbiamo pagato 65 euro per una notte: non poco, considerata la scarsità
dei servizi a disposizione.
Dopo aver cercato inutilmente di ottemperare alle formalità di
Polizia/Dogana (gli uffici erano costantemente chiusi), alle 8.50 del 28
agosto salpiamo per Madeira.
E’ una breve tappa di 30 M, con vento praticamente nullo; alle 13.15
ancoriamo nella baia Passagem Do Furado (32:44.20N 16:40.79W), siamo
nell’estrema parte E di Madeira, caratterizzata da una stretta lingua
frastagliata, che si estende per circa 4 M, ricca di insenature, archi e
passaggi che mettono in comunicazione il lato N e S del pittoresco
promontorio.
Dopo un bel bagno e un po’ di siesta, alle 16.30 entriamo nel marina
Quinta do Lorde, un porticciolo per circa 260 barche, adiacente al quale
è in costruzione un villaggio turistico, che dovrebbe essere inaugurato a
novembre del 2012.
Eravamo stati qui nell’ottobre del 2010 e questo ci ha consentito di
ottenere uno sconto del 20% sulla tariffa giornaliera (56 euro/notte
compreso acqua e luce).
Mercoledì 29, giornata di sosta e di riposo; si fa per dire, perchè alle
10.30 prendiamo l’autobus per Funchal, la capitale a 30 km, poi cabinovia
sul monte, 2 km di discesa con le ceste, pranzo con 3 kg di baccalà,
passeggiata nel centro storico, indi ritorno col bus al marina, dove
arriviamo, cotti e sfatti, alle 19.30.

Alcune foto di questo intermezzo turistico; ci hanno colpito nel centro
storico di Funchal le porte di molte abitazioni, dipinte o arricchite con
lavorazioni che a volte sono dei veri capolavori. Madeira è un gran bel
posto!

















mercoledì 27 ottobre 2010

Madeira

32:44.47N 16:42.68W

La mattina del 25 ottobre, riuniti a colazione, discutiamo le diverse
opzioni, fermarci o ripartire, riposare o esplorare Selvagem Grande…: a
maggioranza decidiamo di partire, complice una non invitante pioggerellina
e nonostante le gentili insistenze del guardiano del parco, che al VHF ci
dice che il tempo è troppo brutto per partire, meglio aspettare e nel
frattempo visitare l’isola (e magari allungargli una mancia? che
maligni…).
Programmando di arrivare a Madeira con la luce del giorno (dopo), alle ore
9.50 salpiamo l’ancora e riaffrontiamo l’oceano: 160 M ci separano dalla
nostra destinazione.
Il mare è ancora tosto, il vento è girato a NE, inizialmente sui 20-22
nodi; lentamente, in avvicinamento a Madeira, la situazione migliora,
anche se questa lunga bolina ci infastidisce non poco.
Finalmente, con l’avanzare della mattinata del 26 ottobre, avvistiamo
Madeira; letto il portolano, decidiamo di evitare l’atterraggio nel
capoluogo Funchal, e ci dirigiamo al nuovissimo Marina di Quinta do Lorde,
dove arriviamo alle 15,30 dopo 3 bordi sul mare piatto, riparato dalla
punta est di Madeira e dalle Desertas, isole minori e disabitate
dell’arcipelago. Le miglia percorse da Las Palmas sono, alla fine, 358.
Il Marina di Quinta do Lorde ha circa 200 posti, servizi e accessori sono
impeccabili; alle sue spalle, da 3 anni, è in costruzione un villaggio
turistico. Le costruzioni sono al grezzo e mancano tutte le
infrastrutture, ma dal plastico in mostra all’ufficio vendite si intuisce
che il progetto è molto ambizioso. Da una chiacchierata con l’impiegata
apprendiamo che la crisi immobiliare è arrivata anche qui, i prezzi sono
molto alti (da 400 a 600 mila € per 90-140 mq) e le vendite languono, come
i lavori, del resto…
Il 27 ottobre gita con autobus di linea al capoluogo Funchal: quest’isola
è davvero bella, piena di verde, di sole e di vento; anche la gente è
allegra e gentile, tutti pensiamo che non sarebbe male vivere qui.
Pranziamo in una viuzza pedonale del centro storico, assaggiamo il piatto
del giorno, baccalà “a braze” che non è alla brace, ma sminuzzato con
patate e cipolle… buono! Tanto buono che è piaciuto addirittura al Gianca,
inguaribile carnivoro.
Bella Madeira, ma …. le previsioni meteo ci danno una finestra di 4 giorni
con venti favorevoli per Gibilterra, e quindi domani pomeriggio 28
ottobre, ogni obiezione rimossa, si parte.










domenica 24 ottobre 2010

Isole Selvagge

30:09.40N 15:52.36W

Alle 15.15 del 23 ottobre lasciamo Las Palmas con destinazione Isole
Selvagge, a 122 M, per le quali avevamo richiesto all’autorità portoghese
il prescritto permesso di ancoraggio. Siamo pieni di belle speranze:
navigare tranquilli in una bella nottata di luna piena, arrivare a
Selvagem Grande in mattinata, girarla un po’ e riposare prima di fare
rotta per Madeira…
Ma, ahinoi, non è andata proprio così, e il meteo un po’ ce l’aveva
predetto: iniziamo con un bordo a perdere, fino alle 9 di sera, poi il
vento rinforza sui 20-22 nodi da NNE: questo ci consente una rotta più
ragionevole, ma in compenso ci regala un mare incrociato, duro, corto; le
onde, pur non essendo particolarmente alte - massimo 2-3 metri – provocano
il noto effetto lavatrice e mettono a dura prova i nostri stomaci … ne
sanno qualcosa Gigi, Gianca ed Alain che ricorrono al digiuno!
Al mattino del 24 ottobre, già provati per la notte ‘movimentata’ dalla
dura bolina (con vento da NNE di 25-30 nodi, mare corto e incrociato
NNW-NNE, onda di 2-3 metri), avvertiamo un forte odore di gasolio …
sopralluogo in sala motore ed ecco l’amara scoperta: una perdita di
gasolio dal serbatoio, di cui non siamo in grado di identificare
esattamente il punto di fuoriuscita. Immediatamente estraiamo dal
serbatoio 6 taniche da 20 litri, e in tal modo riusciamo ad interrompere
la fuoriuscita di gasolio: si tratta forse di una crepa in un punto alto
del serbatoio ?
Il nostro umore non potrebbe essere più nero, alcuni stomaci (?!) si
ribellano all’odore di gasolio… Lilli propone di passare da Lourdes a
farsi benedire ... Io dico che in fondo, con un inizio così, non si può
che migliorare !!!!
Faticosamente, alle 19.30, arriviamo all'isola Selvagem Grande; l’unico
ancoraggio è in una piccola baia, ben protetta, al cui centro già dimora
una barca svedese. Noi ancoriamo un po’ più in fuori, e per tutta la notte
veniamo cullati (anche un po’ troppo) dalla piccola onda e dallo splash
sul dritto di poppa. Al VHF forniamo ai guardiani del parco le nostre
credenziali, ci corteggiano un po’ proponendoci di visitare l’isola, ma
noi abbiamo bisogno in primo luogo di dormire (certo, dopo aver mangiato
un risotto alla zucca!) e rimandiamo all’indomani ogni altra decisione ….