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venerdì 8 febbraio 2013

Foto Monjer Sur e Punta Soldado

12:22.78N 71:45.79W

L’INSOLITO ORMEGGIO DI MONJER SUR

L’ISPEZIONE A BORDO

GITA AL FARO…

LA TARGA DEL FARO

LA POSTAZIONE MILITARE, MEZZO ELIPORTO E … REFOLA

PUNTA SOLDADO

mercoledì 30 gennaio 2013

lunedì 28 gennaio 2013

Les Aves

11:58.75N 67:39.54W

Sabato 26 gennaio, alle 7.50, salpiamo in direzione le Aves Barovento distanti 33 M: con una distanza cosi' breve da percorrere abbiamo potuto uscire con una buona luce e soprattutto arrivare con il sole alto.
Le Aves Barovento e' un arcipelago corallino, simile a Los Roques, ma con la particolarita' di avere alte mangrovie popolate da centinaia e centinaia di uccelli, Aves infatti vuol dire 'uccelli' e Barovento 'sopravvento'.
Ci dirigiamo all'isola del Sur: scapolata la punta ovest, iniziamo uno zig-zag tra bassi fondali su sabbia e macchie scure di corallo, non segnalati nel plotter, la luce ed il colore dell'acqua ci indicano il percorso fino ad arrivare al punto di ancoraggio nella prima baia, circa 1/3 di miglio ad est del faro.
Alle 13.10 ancoriamo su un fondale di 4 mt, protetti da NE a SW dalle mangrovie; per la prima volta, da quando siamo partiti da Grenada, abbiamo una barca a vela ancorata vicino, non ha bandiere esposte, abbiamo anche timidamente cercato un approccio, ma senza risultato.
L'ancoraggio si e' rivelato molto azzeccato (11°56.61'N 67°26.37'W), infatti durante un rinforzo di vento da est sui 25 kn, la foresta di mangrovie ha creato una barriera tale da non far passare l'onda e ridurre l'effetto delle raffiche, mentre a nostro avviso le baie piu' ad est dell'isola Sur, indicate nel portolano "Venezuela and Bonarie" di Chris Doyle, restavano piu' esposte.
Con il tender costeggiamo il bosco di mangrovie popolato da centinaia di sule e qualche pellicano, al nostro passaggio si alzano dagli alberi ed in stormo ci svolazzano intorno come per proteggere il loro habitat.
Domenica 27 salpiamo per le Aves Sottovento a 14 miglia; anche questo arcipelago corallino fa parte del Venezuela, ci dirigiamo all'Isla Larga, nella parte sud dell'arcipelago; sull'estremita' ovest e' presente una guarnigione della Guardia Costiera, al nostro passaggio ci chiamano al vhf invitando ad identificarci, e promettono una visita a bordo nel pomeriggio, che in realta' non si e' verificata.
Per raggiungere l'ancoraggio prescelto (Mangrove Bay), aggiriamo ampiamente i bassi fondali che prolungano l'estremita' ovest dell'isola ed evitiamo le macchie azzurro chiaro e marrone; percorriamo cosi' circa 2 M, ed alle 12.40 caliamo l'ancora su fondale sabbioso di 4,5 mt., immediatamente ad ovest di un isolotto di mangrovie: 11°58.75'N 67°39.54'W.
Con questa sosta chiudiamo il percorso in Venezuela ed anche speriamo il pericolo pirateria; con la prossima tappa, Bonarie, siamo nelle Antille Olandesi.

sabato 26 gennaio 2013

Los Roques

11:50.56N 66:55.74W

Mercoledì 23 alle 14.00 salpiamo dall'isola La Blanquilla; abbiamo calcolato i tempi di partenza e di navigazione in modo da poter atterrare a Los Roques nelle migliori condizioni di visibilita' dei fondali, cioe' con il sole sufficientemente alto. Le miglia da percorrere per arrivare all'ingresso dell'arcipelago sono 124 e contiamo di arrivarci intorno alle 10 del mattino.
Il vento è variabile sui 15 kn, issiamo il balooner e viaggiamo con le vele a prua a farfalla; di tanto in tanto riduciamo o apriamo per mantenere la velocità costante.
La notte passa tranquilla, incrociamo 2 navi e, per il tempo in cui sono a vista, accendiamo le luci di via; alle 10.00 siamo all'ingresso del canale di NE tra le isole Francisque e Nordisqui.
Il passaggio è ampio e non crea alcun problema, sfiliamo davanti ad ancoraggi protetti dai reef, dai colori bellissimi, azzurro chiaro, verde smeraldo, blu, ci dirigiamo al Gran Roque, il centro principale dove c'è l'aereoporto.
La guida consiglia di presentarsi qui alla Guardia Costiera con le carte della dogana precedentemente fatta e pagare una tassa di soggiorno per la sosta.
Alle 10.50 ancoriamo nell'area segnalata, 5-6 barche sono gia' alla fonda, a terra solo baracche, ci eravamo fatti l'idea che questo sito fosse il paradiso dei ricchi venezuelani e frequentato da vip internazionali, ma siamo stati piacevolmente delusi; forse perché questa non è la stagione ideale, ma anche nei vari ancoraggi vediamo pochissime barche, piu' spesso sono deserti.
Siamo vicini all'aeroporto e vediamo alcuni piccoli aerei atterrare quasi sfiorando la nostra testa d'albero. Valutiamo la situazione rispetto alle formalita': dovremmo andare a terra e passare per 4 uffici diversi, pagare tasse etc, ma soprattutto il portolano ci dice che qui non e' possibile fare ne' l'ingresso ne' l'uscita dal Venezuela. Per essere a posto, dovremmo andare in terraferma, cosa assolutamente non raccomandabile dal punto di vista "pirati". La decisione e' presa: ci teniamo il "permesso provvisorio" gentilmente datoci dalla Guardia Costiera di La Blanquilla e ripartiamo diretti a Cayo Carenero, a circa 10 M.
Vi entriamo con rotta N costeggiando il reef destro ben visibile, siamo in una laguna chiusa su 3 lati, con fitte mangrovie che proteggono dai venti dominanti, acqua trasparente, di più da un ancoraggio non si può pretendere: 11°53.13' N 66°50.69' W. Una volta di più ci rendiamo conto che la carta elettronica (C-Map) in queste zone ha un livello di dettaglio insufficiente, migliore a nostro avviso la carta Navionics che leggiamo sull'I-pad (resuscitato grazie all'aiuto di Luca); molto piu' utile il portolano, ma in realta' la cosa indispensabile e' tenere gli occhi ben aperti e leggere i colori dell'acqua.
Venerdi 25 gennaio un piccolo spostamento di 8 M all'interno del gruppo Los Roques, fino a Cayo de Agua nell'estremità ovest. Tra i tanti possibili ancoraggi abbiamo scelto questo perché dalla mappa e dal portolano il percorso di ingresso ed uscita presenta una rotta semplice: anche in considerazione della prossima partenza al mattino presto, un'uscita tortuosa avrebbe potuto creare qualche problema, e inoltre, essendo l'atollo più a ovest, da qui riduciamo le miglia della prossima tappa.
Entriamo da WNW puntando sull'isolotto basso di corallo, poi rotta 90° con l'isolotto a 270° fino a circa 300 mt dalla lingua costiera; coordinate ancoraggio 11°50.56' N 66°55.74' W.
Anche questo ancoraggio e' su acqua azzurra, 3,5 mt di profondità, completamente isolato; nel pomeriggio fa la comparsa una piccola barca a motore che sosta pochi minuti a circa 1 miglio e poi se ne va. Facciamo una escursione a terra con il tender e nella lingua di terra sabbiosa troviamo una colonia di uccelli che nidificano, diversi dai numerosissimi pellicani presenti ovunque anche a La Blanquilla.
La sera siamo stati deliziati dalle squisite linguine all'aragosta preparate da Franco, che ci hanno fatto ricordare il piatto preparato da Elena a Union Island; la cena si conclude con un dolce di banane e cioccolato, preparato da Martina.
Potremo allegare foto solo quando avremo una connessione internet...