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giovedì 10 gennaio 2013

Di nuovo a Tobago Cays e Union Island

 

12:35.59N 61:24.40W

Verso mezzogiorno del 9 gennaio lasciamo Mayreau per tornare a Tobago Cays: non ci sono molte barche, però le boe davanti alla barriera sono tutte occupate, quindi optiamo per un ancoraggio a SW di Petit Rameau, meno spettacolare ma protetto dalle raffiche, cosi riparati abbiamo un vento che raramente supera i 15 kn.
Il 10 mattina ci viene a salutare Mr Fabolus, il boy consigliato da Luca che ci aveva preparato la cena dell’ultimo dell’anno: per rendere omaggio a Martina, regala una bella aragosta di circa 3 kg!!!
Dopo una lunga discussione su come stivarla e prepararla, davanti allo sguardo inorridito di Martina e Lilli, decidiamo di legarla e metterla nel congelatore per poi bollirla per la cena.
Alle 11.00 salpiamo per Union, ultima isola dove e’ possibile espletare le formalità di uscita dalle Grenadine. Alle 12.00 prendiamo la boa davanti all’Ancorage Yacht club; le pratiche burocratiche per l’uscita ci hanno richiesto un po’ di tempo: eravamo sprovvisti della ricevuta della tassa d’ingresso pagata all’aeroporto di St. Vicent per Franco ed Elena, ma insistendo un po’ hanno verificato per telefono l’avvenuto pagamento; quando sembrava tutto a posto, ci dicono: “Bene, adesso andate all’aeroporto e fatevi mettere i timbri”. Per fortuna Union è talmente piccola che si gira tutta a piedi ed anche il piccolo aeroporto era distante una decina di minuti. Altri 40 EC di tassa di chissacche’ e ce l’abbiamo fatta!
Per cena linguine all’aragosta, cucinate da Franco ed Elena: eccezionali.



















mercoledì 9 gennaio 2013

Magica Mayreau

 

12:38.24N 61:32.42W

L’8 gennaio salpiamo alle 11.30, diretti ad un ancoraggio segnalato nella costa sud di Cannouan: doppiata la punta W, dove termina la pista dell’aeroporto, ci ritroviamo con 25-30 kn di vento praticamente sul naso. A motore ci avviciniamo al passaggio tra la costa sud di Cannouan e un isolotto adiacente, secondo carta e C-Map perfettamente navigabile: quando siamo a 400-500 mt, notiamo un basso fondale, non segnalato dalla C-Map, che sporge verso nord dalla costa dell’isolotto, onde frangenti … insomma, situazione non raccomandabile: la visibilita’ non e’ perfetta, il vento sempre forte e non c’e’ nessun riparo. Abbandoniamo il progetto di ancoraggio e facciamo rotta sicura su Mayreau; alle 13.10 siamo alla boa nella Salt Wistle Bay.
Questo posto ci aveva stregato gia’ nel 2003, quando avevamo noleggiato una barca in Martinica: nonostante il numero di barche molto superiore a quello di allora, ha mantenuto intatto il suo fascino.
Abbiamo concordato con l’ormeggiatore-pescatore-cuoco Joseph una cena a base di aragosta, con riso e contorni vari, consegnata in barca al prezzo di 80 EC$ a persona (circa 23 euro!); facendo un confronto con la cena dell’ultimo dell’anno a Tobago Cays, dove abbiamo pagato 100 EC$ cad, la qualita’ e’ ottima in entrambe le occasioni, ma la quantita’ che ci ha portato Joseph e’ senz’altro maggiore.
Il mattino dopo, 9 gennaio, visita a terra verso il villaggio che si trova sulla collina e degrada verso la Saline bay sul lato SW di Mayreau: molti ristorantini, alcuni anche originali, negozietti, segno che c’e’ un certo giro turistico…

Qualche immagine di Mayreau (e delle bellezze che vi si trovano…)






























lunedì 7 gennaio 2013

Riprendiamo la rotta verso sud

 

12:42.44N 61:19.18W
Il 4 gennaio e’ dedicato al riordino, lavatrice, pulizie all’interno ecc.; alle 14.00 siamo andati a ricevere Franco ed Elena all’aeroporto. Le procedure per l’immigrazione prevedono che dobbiamo aggiungerli nella lista equipaggio di Refola, percio’ abbiamo portato i documenti per aggiornarli, pagato la tassa di soggiorno (35 EC a persona) e cosi’ tutto dovrebbe essere a posto per quando faremo l’uscita dalle Grenadine, agli uffici di Union Island.
A 50 mt dall’aereoporto c’e’ anche un grande supermercato ben rifornito e cosi’ approfittiamo del taxi per fare cambusa; quando torniamo in barca sono le 15.00 ed e’ troppo tardi per ripartire: decidiamo di dedicare l’indomani ad un giro a terra, tanto piu’ che abbiamo un ormeggio tranquillo e sicuro. La boa di Young Island, infatti, si e’ rivelata ben congegnata: in realta’ sono 2 boe, una a prua che tiene la barca al vento ed una a poppa che tiene la barca orientata alla corrente; in questo modo si evita il moto di rollio, molto fastidioso quando si e’ all’ancora.
Il 5 gennaio prendiamo un taxi collettivo per Kingstown, la capitale di St. Vincent; il veicolo e’ un monovolume da 9 posti, in alcune tratte il numero dei passeggeri arriva a 18 (pigiati come sardine), ma in compenso il costo di 2 EC$ a persona (circa 0.60 €) e’ veramente conveniente. Il taxi collettivo e’ come un bagno di folla tra i residenti dei Caraibi: uno stereo diffonde all’interno musica reggae a tutto volume; per noi, disabituati a ritmi e volumi tanto assordanti, sarebbe opportuno munirsi di tamponi per le orecchie!
Essendo sabato, a Kingstown e’ giorno di mercato: per le strade c’e’ molta gente (quasi tutta locale) e le bancarelle con ogni sorta di merce sono ovunque; ci tuffiamo in mezzo alla folla, per le stradine, all’interno del mercato della frutta, del pesce.
Acquistiamo anche noi la razione di rancio presso una cucina allestita nel bagagliaio di una monovolume, che serviva pesce fritto, riso con il pollo, verdure varie e tante altre cose, 18 EC$ per 3 vaschette (5€ per 3 porzioni). Cibo buonissimo, prezzo stracciato: che cosa si puo’ desiderare di piu’?
A Young Island merita una visita l’attiguo isolotto, raggiungibile con il tender immediatamente a su: c’e’ un moletto dove lasciare il gommone ed una ripidissima scalinata che porta ad un fortino da cui si gode una splendida vista, che spazia su tutto l’orizzonte.
Alle 13.40 salpiamo per Bequia a 8 M, cerchiamo un ancoraggio in prossimita’ di Princess Margaret Bay, 1 M a SW, ma ci sono troppe barche e con la previsione di rinforzo di vento, optiamo per una boa vicino al centro del villaggio.
Il 6 gennaio, a Bequia, ritroviamo Alessandro di Gran Cru’ e Loris di Crilu’; via terra andiamo a visitare Friendship bay, sul lato SE, 2 barche erano all’ancora, l’ampia baia e’ ben protetta dal vento dominante di ENE, pero’ vi entra un po’ di onda che aggirando la punta nord, arrivava al traverso delle barche, provocando quel fastidioso rollio di cui abbiamo parlato sopra.
Il 7 gennaio alle 10.30 salpiamo, salutando l’equipaggio di Crilu’ allineato sulla tolda, loro andranno a nord, noi a sud; la nostra destinazione e’ Canouan a 20 M, in pratica stiamo ripercorrendo le tappe della scorsa settimana, avremmo voluto fare qualche ancoraggio solitario, ma per i prossimi 4 gg e’ previsto un ulteriore rinforzo di vento con raffiche a 30 kn, percio’ abbiamo rimandato a tempi migliori questa opzione.
Alle 13.10, ancoriamo a Little bay, e’ una sosta “tecnica” (leggi: bagno, pranzetto e pennica), rimangono 2 M da percorrere per prendere una boa a Charlestown.


























venerdì 4 gennaio 2013

4 gennaio 2013: verso St. Vincent

13:07.08N 61:12.18W

Il 2 gennaio alle 8.45 partiamo da Clifton Village con destinazione Bequia, sulla carta sono 27 M, ma il vento di NE sui 20 kn, ci costringe ad avanzare di bolina; per ridurre l’effetto delle correnti verso ovest, facciamo i bordi sottovento alle isole di Mayerou, di Canouan e infine Bequia. In particolare e’ stato bellissimo il bordeggio tra Mayerou ed il gruppo di isolotti a NW; arriviamo alle 16.10, dopo aver percorso 52 M.
Il 3 gennaio salpiamo per St. Vincent: abbiamo scelto come punto di sosta Young Island, nella parte sud dell’isola. Dista solo 10 miglia, ma appena scapolata la punta nord di Bequia, incappiamo in due estesi temporali, uno dopo l’altro, con raffiche a 40 kn, visibilita’ ridottissima; ridotta adeguatamente la velatura, la barca ci porta a destinazione senza traumi.
All’arrivo e’ tornato il sole, il vento e’ calato a 15 kn e anche la presa della boa
rimane un gioco di routine, chiamiamo sul canale 68 Charly-Tango che ci manda l’omino a passare la cima sul gavitello.
Domani arriveranno Franco ed Elena: andremo a prenderli all’aeroporto, che dista solo 5 minuti di taxi.

martedì 1 gennaio 2013

31/12/2012 : Tobago Cays

 

12:35.08N 61:24.47W
Il 30 ci spostiamo a Tobago Cays, a 9 miglia, il posto piu’ famoso delle Grenadine: tipico paesaggio da cartolina, con un mare che di offre tutte le sfumature del blu, dell’azzurro, del verde. Ovviamente troviamo moltissime barche ancorate, con un po’ di fatica riusciamo a trovare un posto con profondita’ adeguata; nonostante la protezione della barriera, il vento teso sui 18-20 kn provoca un’onda corta, che rende difficoltoso muoversi con il tender.
Per il 31 avevamo gia’ pensato di spostarci nella Salt Whustle Bay della vicina Mayreau, ma molte barche il mattino sono partite e cosi’ abbiamo preso una boa a SW di Baradal, piu’ riparati ed in posizione strategica vicino alla barriera corallina; tantissime le tartarughe che quasi abituate alla presenza delle barche venivano in superficie a prendere una boccata d’aria.
L’amico Luca di Malu’ ci aveva suggerito di rivolgerci Jean Claude , Mr Fabolous, uomo tutto fare a Tobago, fornendoci il suo numero di cellulare; l’abbiamo chiamato e in pochi minuti abbiamo organizzato il cenone di fine anno, a base di aragoste ed altre deliziose portate locali, consegnato a bordo (di Galatea). Prezzo: i soliti 100 EC$ per persona.
Alle 19,00 locali abbiamo festeggiato, sotto un acquazzone torrenziale, il capodanno italiano,con un brindisi e strombazzando insieme a molte altre barche italiane; alle 24.00 festeggiamo il nostro terzo capodanno caraibico (dopo quelli del 2003 e del 2009).
Il primo dell’anno, quando siamo pronti a partire, l’amico Fulvio di Galatea si trova con un grosso problema: la rottura di un tubo del dissalatore ha allagato il vano batterie, costringendolo a scollegare tutti i cavi, avviare il motore con un collegamento provvisorio, poi rifare tutto il cablaggio, sostituendo i collegamenti danneggiati dal sale.
Con la partenza ritardata alle 12.30, ci dirigiamo a Petit St. Vincent, aggirando da ovest i banchi di scogli che contornano l’area: avendo il sole davanti, che impedisce di vedere i fondali, non azzardiamo le 2 passe, per quanto ampie; ancoriamo a sud, davanti ad una bella spiaggia, per una breve sosta, dedicata al bagno ma soprattutto ad uno spuntino propiziatorio a bordo di Galatea, a base di lenticchie, ceci ed humus (preparato da Martina); alle 15.30 mettiamo prua su Union, Clifton Village, appena 5 M a nord.
Clifton Village e’ un paesino molto animato, pieno di negozi e molti supermercati, per la festivita’ del primo gennaio molti sono chiusi; e’ forse l’unico posto delle Grenadine attrezzato con pontili, acqua in banchina ed altri servizi per il diporto, noi abbiamo preso una boa vicino ai pontili al prezzo di 60 EC$.
La sera ceniamo al ristorante Jennyfer, specialita’ creole, posto non certo lussuoso, ma qualita’ eccellente: abbiamo mangiato aragosta, squalo (buonissimo !!!!), molluschi etc per un prezzo medio 75 EC$ tutto incluso.
Unico dispiacere: Fulvio, armatore di Galatea, e’ rimasto in barca per venire a capo del problema batterie e non ha potuto cenare insieme a noi. Un peccato anche perche’ era l’ultimo giorno della nostra navigazione di conserva: le barche gemelle (e i capitani e gli equipaggi) hanno condiviso tutto dal 26 dicembre, ma ora le nostre rotte si dividono … Salutiamo con affetto Fulvio, Daniela, Ines, Ilaria e Paolo, con cui abbiamo trascorso una bellissima settimana, ma ovviamente e’ solo un arrivederci …