Da Gibilterra alle Baleari
Alle 23.15 di
martedì 20 ottobre salpiamo da Gibilterra. Un vento da NW sui 10 nodi ci
preannuncia che abbiamo scelto bene il timing della partenza: randa genoa e
mezzana sono subito a segno, e con l’ausilio del motore a 1500 giri filiamo a
6,2 nodi.
All'una di
notte il vento rinforza tra i 16 e i 18 nodi. Tangoniamo il genoa, spegniamo il
motore e lasciamo che sia solo la forza del vento a spingerci alla stessa
identica velocità. Alle 4:00 del mattino il maestrale rinforza ulteriormente a
20-22: Refola fende le onde e vola tra i 7 e gli 8 nodi. Proseguiamo con questo
ritmo entusiasmante fino al pomeriggio successivo, quando verso le 16:00 il
vento decide di concedersi una pausa, calando a 8-10 nodi. Ricorriamo di nuovo
al motore, portandolo gradualmente dai 1600 fino a 1900 giri.
Alle 4:00 del
23 ottobre il vento torna a trovarci, questa volta da sud-ovest con
un'intensità di 10-12 nodi. Genoa e mezzana ci riportano a filare a 6-7 nodi,
per poi accelerare di nuovo verso le 8:00 del mattino quando il vento raggiunge
i 24 nodi, spingendoci a oltre 7 nodi e mezzo. Continuiamo così fino a sera,
quando alle 20:00 la brezza svanisce di colpo lasciando solo 2-3 nodi di aria e
un’onda fastidiosa. Ammainiamo tutta la tela e per l'ultimo tratto ci affidiamo
al motore. Stiamo aggirando ad Ovest la costa di Maiorca, per poi passare a
Nord, Sabato 24 ottobre, alle 6:50 del mattino, entriamo a Port Pollensa .
Ma prima di raccontare l’arrivo voglio rivelare l’aspetto più eccitante di questa tappa: la pesca. Il Mediterraneo ci ha trattato con una generosità mai vista prima: ogni volta che caliamo la traina in acqua, la frizione del mulinello comincia a cantare. Max, che aveva fatto della pesca la sua principale attività, è in uno stato di pura estasi e fibrillazione.
Tra tonni e lampughe è un susseguirsi
continuo di ferrate, recuperi mozzafiato e manovre acrobatiche con il raffio
per tirare le prede a bordo. Nonostante diversi esemplari riescano a
guadagnarsi la libertà a un soffio dalla cattura, il bilancio finale è
clamoroso: una ventina di tonni e 6 lampughe. Segue un incessante lavoro di
sfilettatura, confezionamento sotto vuoto e stivaggio nel freezer di bordo. Se
non fosse che il viaggio sta quasi per finire, la cambusa per l'inverno sarebbe
stata assicurata.
Ci affianchiamo al distributore di Marina Pollensa in attesa dell'apertura delle 8:00. Fatto il pieno, ci spostiamo al nostro ormeggio finale a (39°54.314’N 3°05.218’E).
I numeri di questa tappa:
Miglia percorse: 507
Ore di navigazione: 79 ore (di cui 48,5 a motore)
Gasolio consumato: 202 litri
Consumo medio: 4,16 litri/ora
Port de Pollensa ci accoglie con il suo marina moderno e un centro abitato vibrante e pieno di vita. Giochiamo in casa: è il luogo dove vive Max e dove lavora Anna, quindi tutti ci conoscono e ci salutano con calore. Ci concediamo una giornata di meritato riposo, tra bucati, pulizia e ultime spese di cambusa. Lunedì 26 siamo pronti a mollare gli ormeggi per l'ultima, decisiva tappa che ci riporterà in Italia, a Cala Galera.
L'Odissea verso Cala Galera
Lunedì 26
ottobre, ore 8:30, si salpa. Sfruttiamo una buona finestra meteorologica che ci
permette di schivare un forte vento da nord-ovest, sapendo però che ad
attenderci ci sarà poca aria e tanto motore. Verso mezzogiorno apriamo la
randa, ma il vento di 5-6 nodi, da nord-est, si posiziona proprio sul nostro naso. Verso le 20:00 la brezza ruota a Sud e rinforza
a 10-12 nodi. È il momento di aprire genoa e mezzana e, con il supporto del
motore a 1500 giri, filiamo decisi a 7 nodi.
Anche in questo tratto il mare continua a regalarci i suoi frutti: 4 tonni e 2 lampughe finiscono ad arricchire le nostre riserve. La navigazione prosegue tranquilla fino a oltre le Bocche di Bonifacio, quando il vento decide di azzerarsi di nuovo, lasciando 2-3 nodi da Est. Ma il mare, si sa, ama riservare colpi di scena proprio prima del sipario.
L'ultima notte
trasforma il rientro in una vera sfida di pazienza e marineria. Improvvisamente
il vento rinforza da Nord, prima a 14 e poi a 20 nodi, provocando una fastidiosa
onda di due metri, corta e ripidissima, che colpendo la prua rallenta
continuamente la barca.
Nonostante
spingiamo il motore a 2100 giri, non riusciamo a superare 2-3 nodi di velocità.
Refola sembra quasi in balia degli elementi, con la rotta che viene
deviata di 30-40 gradi ad ogni impatto con l’onda. In quei momenti, nel buio
della notte, confesso di aver pensato: "Qualcuno non vuole farci
arrivare... ce la fanno sudare davvero fino all'ultimo". Ma la
perseveranza paga. Avvicinandoci alla costa italiana, a circa 14 miglia da
terra, l'effetto fetch si riduce progressivamente, il mare si distende e
possiamo finalmente riprendere un passo dignitoso a 5-6 nodi.
Giovedì 29 ottobre, alle 10:20 del mattino, la sagoma di Cala Galera ci appare all'orizzonte come un abbraccio caloroso. Il distributore è chiuso al nostro arrivo, così andiamo direttamente all’ormeggio che abbiamo prenotato (42°24.128’N 11°12.611’E).
Il giorno
seguente completiamo il rifornimento e tiriamo le somme dell'ultima tratta:
Miglia percorse: 421
Ore di navigazione: 74 ore (interamente a motore)
Gasolio consumato: 308 litri
Consumo medio: 4,16 litri/ora
Epilogo di una grande navigazione
Si conclude così, nel migliore
dei modi, un'avventura straordinaria iniziata il 5 aprile proprio da questo
stesso ormeggio di Cala Galera. In questi mesi Refola e il suo
equipaggio hanno tracciato una rotta indimenticabile: dalle coste italiane fino
ai fiordi e ai vulcani dell'Islanda e poi, passando per le remote Isole Faroe,
risalendo l'intera Norvegia fino ai paesaggi incantati dell'isola di Senja, per
poi iniziare la discesa verso sud attraverso le Shetland, Newcastle, Dover, La
Rochelle, la traversata del Golfo di Biscaglia fino a Baiona, il passaggio di
Gibilterra e infine il ritorno al Mare Nostrum. Un grazie di cuore a tutti voi
che ci avete seguito giorno dopo giorno attraverso questo blog, ma soprattutto
un grazie immenso a ciascuno dei compagni di viaggio che hanno condiviso con me
la vita di bordo, il timone, il freddo del Nord e il calore di questa
indimenticabile avventura.
Buon vento a tutti!
























