sabato 18 ottobre 2025

ERIKOUSSA, SANTA MARIA DI LEUCA, TARANTO

 Martedì 9 settembre, dopo aver fatto cambusa, nel primo pomeriggio salpiamo per Erikoussa a 28 miglia, vento scarso, andiamo a motore e arriviamo alle 19.30. Ancoriamo ad est del porto su un fondale sabbioso di 5-6 mt. (39°52.678’N 19°34.871’E).

Abbiamo fatto questa sosta ad Erikoussa, per ridurre la percorrenza della tappa successiva, infatti il giorno seguente ci spostiamo a Santa Maria di Leuca a 58 miglia. Il vento nel canale d’Otranto è sui 18-20 nodi da SSE ci consente di andare a vela fino all’arrivo alle 16.40, abbiamo chiesto assistenza all’ormeggio con il gommone del marina che ci assegna un posto sul primo pontile (39°47.756’N 18°21.673’E).

Abbiamo convinto Polixenia che è originaria della Romania, a prepararci un gulash autentico, così andiamo al supermercato a comprare  gli ingredienti mancanti, spezzatino e paprica, lungo la strada che dal marina porta a centro di Santa Maria, verso sera si aprono un sacco di banchetti che offrono le più svariate mercanzie di prodotti turistici.

Alla sera al rientro in barca dopo l’immancabile aperitivo, cucino una pasta alla puttanesca, mentre il buonissimo gulash viene preparato per la cena successiva.

Chiediamo anche ad un elettricista locale di guardare il motorino saliscendi dell’elica di prua, ma purtroppo la diagnosi di Gouvia viene confermata: l’indotto è bruciato.

Venerdì 12 settembre salpiamo prima dell’alba per Taranto a 72 miglia, vento da N sui 12-14 nodi, bolina stretta ma con l'aiuto del motore avanziamo bene a 7 nodi, verso le 12.00 cala a 10 nodi e gira a WSW, arriviamo alle 16.35 ed ormeggiamo all’inglese sul pontile esterno del marina di Taranto Molo Sant’Eligio (40°28.636’N 17°13.423’E).

Chiediamo anche ad un elettricista locale di guardare il motorino saliscendi dell’elica di prua, ma purtroppo la diagnosi di Gouvia viene confermata: l’indotto è bruciato.


La sera cena fuori troviamo uno splendido locale nella piazzetta vicino all’uscita del marina, dove troviamo dell’ottimo pesce fresco, cucinato benissimo e paghiamo il giusto.

Sabato e domenica passeggiate nel centro storico di Taranto, fino al castello Aragonese e oltre il ponte mobile; domenica partiamo alla sera per fare la notturna che ci porterà a Crotone a 84 miglia.


giovedì 16 ottobre 2025

PAXOS, SIVOTA, GOUVIA

Giovedì 4 settembre ci spostiamo a Paxos a 35 miglia, il vento si instaura con la solita evoluzione, scarso al mattino, rinforza verso le 12 sui 8-10 nodi da NW, rinforza ulteriormente a 15 nodi intorno alle 16, per poi calare verso le 20. Navighiamo con l’ausilio del motore, verso  mezzogiorno sentiamo chiamare Refola al vhf, però alla nostra risposta non interviene nessuno, la cosa si ripete per 2-3 volte, finchè ci guardiamo intorno con più attenzione per capire chi ci può chiamare e scopriamo in quel momento che non abbiamo più il gommone al traino. Fabrizio ammette di aver fatto il nodo di bitta semplice ma non aver assicurato con una ritenuta la cima di traino, a questo punto invertiamo la rotta per andare incontro al nostro salvatore, nel frattempo riusciamo ad avere conferma dell’accaduto parlando con la barca che aveva raccolto il gommone.

Dopo circa un quarto d’ora la raggiungiamo, questi ci mollano il gommone, sono diretti anche loro a Paxos, noi li ringraziamo e decidiamo di andarli a trovare con un presente, una volta arrivati, ma in realtà a Paxos non li troveremo più,

Arriviamo alle 16.00 e troviamo posto alla banchina principale in centro paese (39°11.948’N 20°11.138’E). Il villaggio è molto animato nonostante siamo già a settembre, inoltre ci sono i traghetti turistici provenienti da Corfù e da altre località vicine che scaricano centinaia di turisti. 


Abbiamo scandagliato tutta la banchina fino fuori all’entrata per trovare la barca che ci aveva raccolto il gommone, ma invano forse hanno ancorato fuori da qualche parte o più semplicemente hanno cambiato  idea.

Alla sera cena fuori, abbiamo trovato un ristorante nella piazzetta principale, gestito da italiani, abbiamo mangiato bene spendendo il giusto, siamo stati seguiti dalla signora titolare, che ci ha raccontato come è arrivata a Paxos e offrendoci il bicchierino della staffa ed il dolcetto.



Qui a Paxos probabilmente imbarchiamo un clandestino, un topo della cui presenza ci accorgeremo tra qualche giorno, infatti l’isola di fronte Ag. Nikolaos è soprannominata l’isola dei topi.

Sabato 6 settembre affrontiamo una piccola tappa di 14 miglia fino a Sivota, vento scarso sui 4 nodi proveniente dai quadranti settentrionali, arriviamo alle 13.00 e ancoriamo all’ingresso della baia denominata Pontoon Tip in 4-5 mt. di fango e alghe.



Sivota o meglio Mourtos è un piccolo arcipelago di tre isole che si trova ad est della punta meridionale di Corfù, vicino alla terraferma, Sivota è la località principale. La conformazione delle isole offre numerosi ancoraggi riparati. Facciamo un giro con il dinghy fino alla baia successiva più a nord dove c’è il porto di Sivota, naturalmente pieno di barche, giriamo un po' tra le barche all’ancora, poi torniamo alla barca, un bel bagno rinfrescante, l’aperitivo serale e la cena concludono la giornata.

Domenica 7 settembre salpiamo per Gouvia, il marina principale di Corfù, vento debole 3-4 nodi da NW e NE percorriamo a motore le 24 miglia; arriviamo alle 12.30 al distributore di gasolio, e purtroppo ci rendiamo conto che l’elica di prua non scende più.

Dopo il rifornimento chiediamo l’assistenza per l’ormeggio, il gommone ci guida all’estremità est del marina e riusciamo ad ormeggiare da soli con poppa in banchina e corpo morto a prua (39°52.678’N 19°34.871’E).


Qui a Gouvia integriamo l’equipaggio con due nuovi membri: Marcello amico d’infanzia e Polixenia amica del Paterazzo. Lunedì facciamo intervenire un elettricista per fare la diagnosi all’elica di prua, il verdetto è purtroppo amaro, il motorino saliscendi è bruciato. Potrebbero occuparsene loro, ma non hanno tempi certi per risolvere il problema, decido di riprendermi il pezzo che hanno smontato e di tenere  intatta la tabella di marcia, faremo senza elica di prua, chiedendo assistenza ad ogni porto.

domenica 12 ottobre 2025

SAN NICOLA, ITACA, PREVEZA

Venerdì 29 agosto la prima tappa è la baia di San Nicola sempre sull’isola di Zacinto sull’estremità NE dell’isola, sono 13 miglia che percorriamo a motore arriviamo alle 12.00 .

 

Non ci sono tanti posti per stare all’ancora, perciò prendiamo una boa libera, ma dopo un po' arriva il legittimo proprietario e ci dobbiamo spostare; troviamo posto in banchina (37°54.372’N 20°42.380’E). Qui a S. Nicola iniziano le prime avvisaglie di malfunzionamento dell’elica di prua: dobbiamo sostituire il fusibile del motorino saliscendi, avendo terminato quelli da 10A, metto uno da 15A e tiriamo avanti.

Ritroviamo qui un vicino di banchina di Zacinto, che naviga con la figlia, si offrono di cucinare una pasta per la cena che faremo sulla nostra barca, apprezziamo la pasta, peraltro molto buona, così con racconti di mare ed esperienze vissute si conclude la serata.

Il giorno successivo gli amici di banchina partono per una lunga tappa che li porterà a Nettuno dove risiedono, noi facciamo un giro con il gommone intorno all’isola di fronte all’imboccatura e sulla costa più a nord, ricca di grotte.




Domenica 31 agosto salpiamo per Itaca a 35 miglia, il vento via via rinforza da NW e raggiunge la sua massima intensità verso le 16.00 intorno ai 17-18 nodi; arriviamo aiutati dal motore alle 17.10 e troviamo posto nell’ansa a nord (38°22.376’N 20°42.864’E).


Ancora problemi con l’elica di prua: il dispositivo non segnala più l’arrivo a fine corsa in alto del motore, bisogna andarlo a vedere a prua, questo fa si che si bruci l’indotto del motorino avendo messo un fusibile maggiorato, come succederà a Gouvia fra qualche giorno.

Il porto si riempe di barche anche all’ancora ed è un piacere vedere le varie soluzioni che trovano gli skipper per trovare un riparo.




Facciamo una passeggiata giù al centro, molto vivace e torniamo alla barca, rimandando al lunedì il rifornimento di cambusa essendo il supermercato chiuso. Andiamo a cena fuori nel ristorante vicino, dove mangiamo bene pagando poco.

Il giorno successivo facciamo una escursione con il dinghy nella piccola baia subito dopo la punta Pierou, verso l’uscita, utilizzata anche dai locali perché risulta riparata dal vento dominante di NW, facciamo il bagno e rientriamo in barca. 


Nel pomeriggio facciamo rifornimento di cambusa al grosso supermercato AB, indi solito aperitivo al tramonto e cena in barca.

Martedì 2 settembre ci spostiamo a Preveza a 44 miglia, il vento inizia con 7-8 nodi da NW intorno a mezzogiorno, per poi rinforzare sui 14-15 e girare a W verso le 16.00, risaliamo la costa ovest di Lefkas e arriviamo alle 17.00 a Preveza, dove ormeggiamo alla banchina comunale attrezzata di corpi morti e cime a poppa per le barche di charter, ora tutte fuori (38°57.235’N 20°45.324’E).

Dopo l’ormeggio veniamo rimproverati dal gestore della banchina perché abbiamo utilizzato la nostra ancora anziché il corpo morto, e manda un sub a verificare che non abbiamo preso la catenaria, per fortuna l’ancora è libera e non ci viene contestato nulla.

Preveza ha avuto uno sviluppo enorme negli ultimi anni, mi ricordo di essere stato qui nel 2007 e allora c’era solo un piccolo paesino, un marina in costruzione che non finiva mai, ora c’è un centro turistico affermato ed un marina moderno e lussuoso; sulla parte opposta dello stretto ci sono diversi cantieri, il più grande ed attrezzato è il cantiere Cleopatra.

Passiamo 2 giorni a Preveza rilassati e soddisfatti.


sabato 11 ottobre 2025

METHONI, KATACOLON, ZACINTO

Sabato 23 agosto partiamo per Methoni sulla carta a 34 miglia ma in verità quando verso mezzogiorno prendiamo un bel NW sui 10 nodi e tiriamo fuori le vele per effetto dei bordi le miglia diventano alla fine 48.

Il vento gira ad W e rinforza tra le isole a 20 nodi, arriviamo alle 17.55 e ancoriamo su un ondale di sabbia  sui 4-5 metri ((36°48.949’N 21°42.531’E).



Siamo già stati qui anche lo scorso anno, ma non si può negare la visita al castello e alla torre ottomana ai nostri amici, così il giorno successivo andiamo a terra e visitiamo  la città  come turisti.




La visita è stata molto apprezzata da tutti i componenti, dopo l’aperitivo serale e la cena a letto presto perché domani lunedì 25 agosto abbiamo una lunga tappa di 56 miglia controvento fino a Katacolon.

Partenza alle 6.30, vento assente, il maestrale inizia verso le 11.00, 10 nodi da NW, proseguiamo con randa e motore a 2000 giri; arriviamo alle 16.00 e troviamo posto in banchina (37°38.879’N21°19.89’E).


Katacolon da quando è diventata meta delle grandi navi da crociera, è cresciuta molto, il porto è pieno di ristoranti, nel centro cittadino centinaia di negozi, servizi vari per raggiungere  Olimpia a circa 30 km.; abbiamo visto fino a tre navi ormeggiate in porto, si può immaginare quante migliaia di turisti scaricano.

Così pure noi il giorno seguente noleggiamo un’auto per visitare le rovine di Olimpia, Veronica legge e commenta le spiegazioni che ci sono ad ogni step,  la sera si conclude con una lauta cena al ristorante. 


Mercoledì 27 agosto andiamo a Zacinto a 24 miglia, verso mezzogiorno arriva un NW sui 12-14 nodi,

issiamo la randa con il motore a 1700 giri, arriviamo alle 13.10 e ormeggiamo alla banchina del marina (37°47.103’N 20°54.092’E).

A Zacinto faremo un altro cambio di equipaggio: scendono i comaschi Angelo, Cristina, Mauro e Monica e la veronese Veronica, sono stato bene con loro e mi mancheranno, mentre arrivano gli americani Fabrizio e Jesus, conosciuti a Deltaville quando siamo passati nel 2022-2023 negli USA. Da allora siamo sempre rimasti in contatto, sono buoni amici.

Facciamo rifornimento di carburante e un po' di cambusa e siamo pronti per ripartire verso nord.

venerdì 22 agosto 2025

KITIRA, PORTO KAGIO, DIROU, KALAMATA

Domenica 17 agosto con il nuovo equipaggio partiamo per Kitira a 63 miglia, partiamo con un debole SW sui 5-6 nodi, che rinforza a 8-10 nodi verso 11.00, procediamo a vela con l’ausilio del motore, verso le 16.00 aumenta a 15-18 nodi ma gira a W, perciò dobbiamo ammainare il genoa . Arriviamo alle 17.00 e non trovando posto in banchina, ancoriamo nella baia Kapsali su un fondale sabbioso di 7-8 metri (36°8.648’N 22°59.900’E). Bagno, controllo dell’ancora, aperitivo serale e cena completano le operazioni della giornata.







l'indomani si libera un posto in banchina e andiamo all’ormeggio, riusciamo anche a contattare un saldatore che ci ripara il tubo basculante per alzare il gommone.

La sera cena fuori abbiamo trovato un locale al centro del lungomare e nonostante fosse già pieno con la raccomandazione di un locale che avevamo conosciuto siamo riusciti ad ottenere un tavolo, abbiamo mangiato bene e pagato il giusto.

Martedì 19 agosto salpiamo per Porto Kagio a 32 miglia, partiamo con un SW sui 4 nodi, che poi diventa un W sui 7-8 nodi, procediamo con randa e motore, arriviamo alle 15.40  e ancoriamo ad W della baia su un fondale sabbioso sui 6-7 metri (36°25.827N 22°29.122’E).


Siamo affezionati a questo posto per il riparo e la sicurezza che infonde questo ancoraggio, anche quando è pieno di barche, cosi che quando siamo da queste parti ci fermiamo.

Mercoledì 20 agosto lasciamo Porto Kagio diretti a Dirou a 26 miglia, vogliamo visitare la famosa grotta che si trova qui, anche se non ci sono le condizioni favorevoli per fermarsi, infatti il vento da W che soffia a 8 nodi entra nella baia e crea un’onda scomoda.

Comunque Veronica ed io andiamo a visitare la grotta: si entra con una canoa guidata da un locale e attraverso un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti si esce a piedi circa 400 metri più avanti.





Rientrati in barca l’onda è diventata davvero scomoda, ci spostiamo nella baia di Limeni 4 miglia più a nord; alle 18.00 ancoriamo su un fondale sabbioso sui 6-7 metri (36°41.593’N 22°23.034’E).

Anche qui la baia è aperta ad W e c’è un metro di beccheggio sopportiamo stoicamente fino a quando nella notte il vento cala a 3 nodi.

Il mattino seguente salpiamo per Kalamata a 26 miglia il vento è debole sui 3 nodi da SW, procediamo a motore e arriviamo alle 14.00; ci viene assegnato un posto all’interno del marina (37°01.477’N 22°06.295’E).

La sera cena al solito economico ristorante di carne Elatos, dove ci siamo fermati anche all’andata; il giorno seguente mentre Angelo si occupa del lavaggio della biancheria alla lavatrice del marina, il resto dell’equipaggio noleggia una bicicletta e va a visitare il centro storico a nord della città.

Rifornimento delle bombole di camping gas e grande cambusa al supermercato completano le operazioni della giornata.

sabato 16 agosto 2025

FOINIKIAS, KOUTRIS, CHAINA


Mercoledì 13 agosto salpiamo da Matala diretti a Foinikias a 36 miglia, a bordo siamo rimasti in tre: Laura, Maarten ed il sottoscritto; partiamo con un SW sui 10 nodi, tiriamo fuori le vele e procediamo con il motore al minimo. Verso le 15.00 cala sui 4-5 nodi e gira a nord, togliamo il genoa ed entriamo nella affollatissima baia di Lutro.

Soddisfatta la curiosità aggiriamo capo Mouros ed andiamo ad ancorare alle 17.00 nella baia Foinikias su un fondale sabbioso di 6-7 mt. (35°11.912’N 24°04.167’E).

Costeggiando il basso fondale che si estende ad W del capo noto che l’acqua trasparente evidenzia la visibilità del fondo, nonostante avessi girato largo, automaticamente volgo lo sguardo verso l’ecoscandaglio e in quel momento l’indicatore di profondità va a zero, tolgo il pilota ed accosto 90 a sinistra per allontanarmi dal basso fondale, aspettandomi il botto, ma non succede niente, è andata bene, riprendo a respirare regolarmente. Dopo lo scampato pericolo, racconto l’episodio a Maarten che si trovava a prua e non aveva notato niente di insolito; poi ci dedichiamo ad un bagno rinfrescante.



Il giorno successivo ci spostiamo a Koutris a 45 miglia, tutto normale mentre costeggiamo il lato sud di Creta, vento 10-12 nodi da SE al gran lasco, ma quando superiamo capo Lendos e costeggiamo il lato ovest il vento gira a nord e rinforza a 18-20 nodi. Abbiamo il vento in faccia ed un’onda corta in prua di 1,5-2 metri, aumento i giri al motore a 2400 e la velocità varia da 3 a 5 nodi, arriviamo alle 17.00 e ancoriamo su un fondale sabbioso di 7-8 mt. (35°30.304’N 23°34.068’E).


Siamo di fronte ad una bellissima e lunghissima spiaggia, facciamo il bagno, controllo dell’ancora, aperitivo serale e cena.

L’indomani giovedì 15 agosto andiamo a Chaina a 35 miglia dove faremo un altro cambio di equipaggio, partono Laura e Maarten, e arrivano Veronica, Angelo, Mauro e Monica. Il vento è calato sui 5-7 nodi da NNW, mare poco mosso, procediamo con la randa issata e motore. Arriviamo alle 15.15 e troviamo posto in banchina nello stesso punto dove eravamo ormeggiati lo scorso anno (35°31.127’N 24°01.173’E).




Seguono i lavori di pulizia, andiamo a cena fuori in un ristorante lungo la costa ad un paio di km, dove mangiamo bene e spendiamo poco. L’indomani pieno di carburante, lavaggio biancheria e saluto gli amici Laura e Maarten che se ne vanno qualche giorno in hotel prima di prendere l’aereo per tornare a casa; dopo la mezzanotte arrivano i nuovi in taxi da Irraklion, un po' affamati, ma avevo previsto un rinfresco…, poi tutti a nanna.











KARPATOS LIVADHIA, CRETA MATALA

 Mercoledì 6 agosto salpiamo da Lindos diretti a Livadhia a 58 miglia, capitale di Karpatos, il vento si fa subito sentire  a 18-20 nodi da NW, pertanto partiamo con vele ridotte di circa il 20%, onda al mascone da 1,5-2 mt..Arriviamo alle 15.45 e diamo ancora a NW del marina su un fondale  di sabbia di 5-6 mt., mentre il vento continua a soffiare con raffiche a 15-20 nodi. Andiamo a terra con il din ghy, e verifichiamo che non ci sono posti disponibili al marina ci rechiamo allora al porto principale e la capitaneria ci autorizza ad ormeggiarci all’interno del molo dove arriva il traghetto così  il giorno successivo ci spostiamo al porto principale.


Qui a Karpatos il meteo ci rende la vita dificile, in quanto il tratto di navigazione tra Karpatos e Creta indica venti sui 30-40 nodi, inoltre a Matala dovrebbero scendere Antonio e Giovanna che prendono l’aereo a Irraklion per tornare a casa.

A complicare la situazione un incidente ad Antonio che prende una distorsione al ginocchio per cui decide di anticipare la partenza da Karpatos. Noi invece cambiamo il programma di navigazione: partiamo da Livadhia l’11 di agosto, quando il vento diventa più maneggevole sui 24 nodi, saltiamo la tappa prevista su Kassos e le prime due tappe di Creta , Zakros e Ierapetra, e andiamo direttamente a Matala dove arriviamo il 12 agosto così Giovanna potrà il 13 prendere l’aereo da Irraklion.

Deciso il programma, decidiamo di noleggiare un’auto e visitare l’isola nei prossimi 2 giorni.

Karpathos ha una forma allungata 30 miglia da nord a sud e larga circa 5 miglia nella parte più ampia, quella meridionale, montagnosa la parte settentrionale e più pianeggiante la parte meridionale. Iniziamo il nostro giro, visitando Olympos una città pedonale che si trova nella parte settentrionale dell’isola. Qui sono ancora forti le tradizioni della gente, che risulta comunque essere cordiale e aperta. Moltissimi i negozi dove si trova di tutto da piccoli articoli per la casa a quadri e pitture varie su ceramiche.









Passiamo poi in rassegna le numerose spiagge incastrate tra alti profili rocciosi sia ad est che ad ovest dell’isola, alla fine visitata in lungo ed in largo karpathos non ha più segreti per noi.

Lunedì 11 agosto salpiamo da Livadhia per Matala a 147 miglia, partiamo con un ESE sui 10 nodi e verso sera siamo nell’area critica  con il vento rinforzato a 20-24 nodi da NW, voliamo a 8.5 nodi con le vele ridotte, poi verso mattina cala fino quasi a zero e proseguiamo a motore fino all’arrivo. Alle 11.20 ancoriamo su un fondale sabbioso di 6-7 mt. (34°59.658’N 24°44.878’E).


Matala è una bella località turistica situata nella ononima baia aperta ad W ma ben riparata dalle altre direzioni, ha un piccolo centro pieno di negozi e ristoranti, la mattina successiva accompagniamo Giovanna alla fermata dell’autobus che la porterà a Irraklion e noi ci apprestiamo a partire.