domenica 11 ottobre 2026

Dover e La Rochelle

 Giovedì 1° ottobre

Partiamo da Newcastle alle 9:15; dopo la chiusa facciamo rifornimento di carburante. La nostra destinazione è Dover, distante 280 miglia.

Il vento all’inizio è sui 5 nodi da SE, proprio sul naso, ma verso mezzogiorno gira a SW e rinforza — prima a 10 e poi a 15 nodi — permettendoci di aprire tutte le vele e spegnere il motore. Alle 22:30 gira a SE, quindi ancora sulla nostra rotta: togliamo il genoa e proseguiamo con randa e mezzana cazzate a ferro. Verso mezzanotte gira a Sud, rimettiamo il genoa con il contributo del motore di 1700 giri,  il mare mosso e un’onda massima di un metro. Abbiamo dovuto fare molti cambiamenti di rotta per evitare i numerosi campi eolici offshore.

Il giorno successivo Il vento rinforza da Sud a 22-24 nodi. Riduciamo la randa, togliamo la mezzana e spingiamo con il motore a 2.200 giri.


Sabato 3 ottobre arriviamo alle 9:30. Come da prassi facciamo il pieno di carburante e ci dirigiamo all’ormeggio (51°07.084’N 1°19.144’E). Le miglia effettivamente percorse sono state 324, a fronte delle 280 calcolate sulla rotta teorica. Rifornimento 173 litri, ore motore effettuate 39.  Il consumo medio è stato di 4,44 litri/ora: non male!





Dover si presenta come una città carina, con un bel centro pulito e curato. Facciamo un po’ di cambusa per la barca e poi il briefing per decidere come procedere con le prossime tappe. La permanenza a bordo di Lorenzo è agli sgoccioli, il 7 ottobre deve rientrare a casa. Guardando le previsioni meteo notiamo una finestra utile che permette di arrivare il 7 direttamente a La Rochelle, saltando le soste previste a Cherbourg e Brest. La decisione è immediata: si parte domani!

Domenica 4 ottobre partiamo con destinazione La Rochelle, distante 504 miglia. Alle 8:00 molliamo l’ormeggio. C’è un vento leggero sui 3-4 nodi da SE e procediamo a motore. Qui dobbiamo fare i conti con il traffico navale e le correnti di marea. Siamo fortunati: la rotta tracciata su Navionics rimane confermata e non dobbiamo modificarla per dare precedenza a navi o altri mezzi. La corrente varia (6 ore a favore e 6 ore contraria), il mare si mantiene poco mosso con un'onda massima di 50 cm. Unica nota dolente: ce la siamo fatta tutta a motore!






Mercoledì 7 ottobre arriviamo alle 10:45  al pontile del carburante, con 511 miglia effettive e alle 11:45 ci spostiamo al pontile 50 dell’Amel (46°08.885’N 1°10.016’W). I dati parlano da soli: 332,79 litri di gasolio consumati in 70 ore di motore, per una media di 4,75 litri/ora, media accettabile, ma le 70 ore motore sono la conseguenza dell’alto consumo di carburante. Una doccia e un pranzo fuori sono la conclusione perfetta per salutare Lorenzo, che riesce a ripartire puntuale per casa.

A La Rochelle dovevamo eseguire i lavori di riparazione all’elica di prua. Le premesse sembravano buone: alla nostra richiesta, il cantiere Amel ci ha risposto che pur avendo disponibili i pezzi di ricambio necessari, non potevano intervenire direttamente, indirizzandoci a un loro partner locale, che ci ha messo a disposizione un posto al pontile Amel e ha inviato un tecnico il giorno successivo. Purtroppo, come era già successo a me, nemmeno il tecnico è riuscito a smontare il dispositivo dell’elica di prua. La soluzione consigliata è stata dunque quella di rimpiazzare/riparare il tutto alla prossima alata in secco. È una conclusione per me amara, visto che siamo nel "cuore" del mondo Amel. Ma le cose sono profondamente cambiate rispetto al 2004 quando ci hanno consegnato Refola : non ci sono più l’assistenza e l’attenzione al cliente di un tempo, devo farmene una ragione.

Sabato 10 ottobre Max ed io affrontiamo la prossima tappa del trasferimento verso Baiona, distante 456 miglia. Buon vento a noi!