lunedì 26 ottobre 2026

Da La Rochelle a Gibilterra: tra il respiro dell’Oceano e i fantasmi delle orche

 1. La partenza e la morsa del Golfo di Biscaglia

La partenza è fissata per le 8:20 di sabato 10 ottobre. Lasciamo alle nostre spalle il porto di La Rochelle con una brezza benevola: 10 nodi da Nord-Nord-Ovest che ci prendono al traverso. Impostiamo la rotta a 240°, la barca risponde con grazia; randa, genoa e mezzana sono a segno e filiamo leggeri a 6 nodi, senza il minimo ausilio del motore. È la magia pura della vela.

Il mare, tuttavia, sa essere imprevedibile. Verso le 20:00 il vento svanisce all’improvviso, soffocato in una bonaccia piatta di appena 1-2 nodi. Non c’è scelta: ammainiamo le vele e facciamo sentire la voce del motore, proseguendo a secco di vele nel buio.

Alle 4:00 del mattino il vento torna a farci visita, alzandosi da Sud-Est con circa 8 nodi. Tiriamo fuori di nuovo la nostra tela (randa, genoa e mezzana) e, aiutati da 1600 giri di motore, riprendiamo un buon passo tra i 6 e i 7 nodi. Ben presto però, il vento e l’onda si orientano sulla nostra prua, costringendoci a fare dei bordi. Ma il risultato è mediocre: l’onda in prua frena continuamente la barca, con 2200 giri al motore la velocità si aggira sui 3-3,5 nodi.



2. Strategia spagnola: all’ancora a Puerto Marina Española

In mare la flessibilità è virtù. Decidiamo di cambiare strategia: anziché incaponirci contro vento e mare per doppiare subito il temibile Capo Finisterre, puntiamo verso la costa nord della Spagna in cerca di un ridosso.

Prora su 222°: la rotta per Puerto Marina Española. Con randa e motore a 2000 giri la barca torna a respirare, viaggiando a 5-6 nodi. Alle 12:00 del 12 ottobre, entriamo nel grande porto. Tra le banchine non scorgiamo un ormeggio adatto a Refola, così scegliamo la soluzione più marina: diamo fondo all'ancora nella parte ovest della baia (43°42.496’N - 7°28.140’W).

Qui tiriamo il fiato. Ci riposiamo, riordiniamo le idee e attendiamo il momento giusto per ripartire.

3. L'ombra delle orche e la rotta per Baiona

Allo scoccare della mezzanotte, leviamo l'ancora. Davanti a noi ci sono 200 miglia di navigazione verso Baiona. La mente è fissa su un pericolo concreto: le orche. I bollettini e le notizie degli ultimi venti giorni riportano numerosi attacchi a imbarcazioni da diporto, tutti concentrati a ridosso della costa.

Strategia di prevenzione: tracciamo una rotta d'altura, facendo un largo giro intorno al capo per restare ben al largo e ridurre al minimo le probabilità di incontro. La scelta si rivela vincente, non scorgiamo alcuna pinna. Al calar della sera, veniamo premiati da un vento che finalmente gira a Nord. È il momento della vela pura: armiamo il genoa tangonato e ci lasciamo spingere dal vento in poppa sui 15-20 nodi.


Alle 9:15  del 14 ottobre facciamo il nostro ingresso al marina di Baiona; ci fermiamo al distributore per il pieno di carburante, per poi recarci all'ormeggio che ci hanno assegnato (42°07.383’N - 8°50.713’W).

Riconosciamo ogni pontile: avevamo fatto sosta qui all'andata, il 20 aprile 2026. Conosciamo già la mappa dei supermercati, la lavanderia, i bagni e le docce. Ci concediamo due notti di stop fermi in porto, utili per rigenerare il corpo e lo spirito.

4. In rotta verso la Rocca di Gibilterra

Venerdì 16 ottobre 2026, salutiamo Baiona. Di fronte a noi c'è un gran salto: 526 miglia fino a Gibilterra.

Molliamo gli ormeggi alle 9:00. Ad accoglierci, fuori, c'è un vento da Nord di 10-12 nodi e un mare formato, con un'onda di un metro che ci insegue. Il vento non tarda a rinforzare, stabilizzandosi sui 20 nodi da Nord-Ovest. Sapevamo che questa tappa sarebbe stata una cavalcata in poppa, sostenuta dal ventone, per questo ci eravamo preparati a dovere armando i due tangoni per tenere il genoa ben aperto a farfalla.

Intorno alle 12:00, mentre guadagniamo il largo staccandoci dalla costa, il cuore salta un battito. Sento un colpo sordo e deciso sullo scafo.

Un istante dopo, l'inconfondibile pinna dorsale di un'orca taglia l'acqua a pochi metri da noi. Seguono minuti interminabili, spesi a scrutare il mare attorno alla barca con il fiato sospeso, temendo un secondo impatto sul timone. Il mare, fortunatamente, tace. L'animale scompare nelle profondità e l'attacco non ha seguito. Siamo in prossimità del campo eolico marino, all’altezza di Viana du Castelo. Trasmettiamo sul sito ORCAS.PT  la posizione dell’attacco: 41°43N 9°4’W.


Manteniamo la nostra rotta prudenziale a circa 30 miglia dalla costa e l'Atlantico non ci riserverà più altri incontri indesiderati.

Se il vento apparente supera raramente i venti nodi, il vento reale (sommato alla velocità con cui avanziamo) tocca spesso i 30-32 nodi. Il mare cresce di conseguenza: onde imponenti di 2-3 metri spingono la barca in entusiasmanti e continue planate verso Sud.


5. L'ingresso a Gibilterra e i dati della tappa

Avvicinandoci allo Stretto, il mare ci offre l'ultimo grande regalo: una corrente a favore di circa 2 nodi che ci trascina veloci verso il Mediterraneo.


Alle 16:20 del 19 ottobre arriviamo al distributore nei pressi di Marina Bay per fare il pieno di carburante. Il bilancio della tappa è eccellente:

         · Consumo di carburante: 173 litri

         · Ore totali di navigazione: 79 ore

         · Ore a motore: 40,4 ore

         · Consumo medio: 4,28 litri/ora

Per la notte non c'è disponibilità di ormeggi nei marina vicini, ma la cortesia del personale del distributore ci salva: ci concedono di rimanere affiancati alla banchina fino al mattino seguente, quando dovremo necessariamente andare altrove.

Al distributore faccio un incontro singolare: l’amico navigatore Antonio Sanson, conosciuto in Nuova Zelanda, mentre stava facendo anche lui il giro del mondo, era qui a fare carburante, in partenza per un nuovo giro del mondo, ci siamo salutati e abbracciati.


La mattina dopo, 20 ottobre, cerchiamo un posto dove spostarci. Verso sera dobbiamo accogliere Anna, un’amica di Max che resterà con noi per le tappe in Mediterraneo. Concordiamo una sosta di qualche ora al marina di El Saladillo, nella baia di Algeciras. Riforniremo la cambusa e verso sera, imbarcata Anna, punteremo la prua verso le Baleari, a Maiorca.