Dopo aver saggiato la forza delle correnti e i capricci dell’Atlantico per guadagnare l’ormeggio sicuro di Thorshavn, la decisione di noleggiare un auto si rivela davvero ben azzeccata. Lasciamo che Refola si riposi al sicuro e ci trasformiamo in esploratori di terraferma. Le Faroe, scoperte su quattro ruote, non perdono un briciolo del loro fascino primordiale: anzi svelano angoli verticali e prospettive inaspettati.
Il viaggio comincia lungo nastri d’asfalto perfetti che fendono vallate verdissime e costeggiano fiordi profondi. Guidare qui da una strana sensazione di isolamento e meraviglia: si passa da tunnel sottomarini scavati nella roccia viva a improvvisi altipiani dove le nuvole camminano al tuo fianco.
Ci addentriamo nei piccoli villaggi
incastonati nelle baie, dove il tempo sembra essersi fermato a qualche secolo
fa. Qui l’architettura non sfida la natura, ma si nasconde in essa. Le
caratteristiche case con i tetti coperti da spessi manti di torba verde si
fondono completamente con i prati circostanti. Sotto un cielo mutevole,
pascolano le celebri pecore faroesi, silenziose e imperturbabili custodi di
queste vallate sospese tra mito e la realtà.
Camminiamo lungo crinali vertiginosi dove lo sguardo spazia 360°: da un lato pareti verticali di roccia scura che precipitano per centinaia di metri nel blu schiumoso del mare, dall’altro l’abbraccio severo ma maestoso di montagne modellate dal ghiaccio e dal vento. Sentirsi piccoli quassù è inevitabile, ed è una sensazione bellissima.
Le ultime tappe della giornata ci portano su promontori straordinari da cui possiamo scorgere in lontananza le rotte marine che abbiamo percorso e quelle che ancora ci attendono.
Il viaggio nell’arcipelago continua
anche il giorno successivo! Ecco le prossime incredibili tappe, tra cascate
scroscianti, bizzarre infrastrutture e formazioni rocciose leggendarie.
Iniziamo con una sosta sulla spiaggia, da cui si gode una vista pazzesca sul profilo imponente delle scogliere. Guardando verso l’orizzonte, si possono scorgere in lontananza i famosi faraglioni Risin e Kellingur (Il Gigante e la Strega), legati ad un’antica leggenda secondo cui i due giganti cercarono di trascinare le isole Faroe fino in Islanda, prima di venire pietrificati dal sole alle prime luci dell’alba.
Ci spostiamo verso una delle
attrazioni naturali più iconiche dell’isola di Streymoy: la cascata di Fossa. E’
la più alta delle Faroe e si sviluppa su 2 livelli. Si può ammirare
direttamente dalla strada costiera, dove il salto principale si infrange sulle
rocce scure proprio a ridosso delle barriere stradali.
Noi ci troviamo invece più vicini alla base del salto inferiore, avvolti dalla nebbia e dalla potenza dell’acqua che scorre tra i muschi e la roccia vulcanica.
Il viaggio prosegue verso l’isola di Eysturoy, regalandoci ampi panorami sui fiordi e sulle cime circostanti.
Per spostarsi fra le isole, l’esperienza diventa quasi fantascientifica grazie all’Eysturoyartunnilin, la rete di tunnel sottomarini inaugurata di recente. Si può vedere la celebre rotonda sottomarina, la prima al mondo illuminata con spettacolari giochi di luce blu, verdi e rossi e decorata con un’installazione artistica che simboleggia la tipica danza circolare faroese.
Arrivando nel villaggio di Eidi, ci si imbatte in una curiosità singolare: il vecchio campo da calcio, situato in una posizione incredibilmente scenografica a ridosso dell’oceano, è stato riconvertito in un campeggio. Oggi, al posto dei calciatori, le linee bianche delimitano le piazzole di sosta per caravan e camper. Poco distante , in mare, si staglia un’altra visuale ravvicinata dei faraglioni.
L’esplorazione tocca infine il pittoresco villaggio di Gjogv, famoso per la sua gola profonda 50 metri che funge da porto naturale protetto dalle onde dell’atlantico. Come si vede nella foto, una rampa di binari scende lungo la scalinata di cemento fino al livello dell’acqua, un tempo utilizzata dai pescatori per tirare in secca le barche al riparo dalle tempeste.
Mercoledì 17, nel primo pomeriggio è
arrivato il momento di salutare questo arcipelago sospeso nel tempo e rimettersi
in viaggio verso la Norvegia.
Le Faroe ci lasciano addosso il
ricordo di una natura primordiale e potente, dove il verde dei prati verticali
sfida costantemente il nero della roccia vulcanica ed il blu profondo dell’Atlantico.
Abbiamo camminato lungo scogliere
monumentali, ammirato cascate che si tuffano direttamente nel mare come Fossa e
ascoltato le antiche leggende dei giganti di pietra a Sandavagur.
Ci porteremo dietro anche le sue
stranezze e i suoi contrasti: dai tunnel avveniristici con le rotonde
sottomarine illuminate a festa, fino alla poesia silenziosa del porto naturale
di Gjogv e all’originalità del campo di calcio di Eidi trasformato in
campeggio.
Un luogo magico, aspro e accogliente
al tempo stesso, che ha rappresentato una tappa indimenticabile.