Certi luoghi non sono semplici tappe sulla carta nautica, ma approdi dello spirito. Ritornare a Svolvær è stata una scelta dettata dal cuore dell'equipaggio: la solitudine delle baie nordiche sa essere sublime, ma dopo giorni di silenzio il desiderio condiviso era quello di ritrovare il calore della civiltà, il profumo del legno bagnato sui pontili e la vivacità dei porti di mare.
Svolvær ci
ha accolti con la sua energia discreta. Ci siamo concessi due giorni di pausa
rigenerante, camminando tra le antiche case in legno del villaggio dei
pescatori e immergendoci nel silenzio suggestivo del museo del ghiaccio, prima
di riprendere la rotta verso sud.
La rotta verso Bodø
Mercoledì 9
settembre, alle 8:10
del mattino, stacchiamo gli ormeggi. Davanti alla prua si stendono 58 miglia
verso Bodø. Il vento soffia leggero da sud-ovest tra gli 8 e i 10 nodi: alziamo
la randa e impostiamo il motore a 2.000 giri, tagliando un mare ancora
addormentato.
Dopo un paio
d’ore, l’aria cambia tono e il vento rinforza fino a 15 nodi. È il momento che
aspettavamo: completiamo la velatura stendendo genoa e mezzana e riduciamo
l'ausilio del motore a 1.600 giri. La barca trova subito il suo passo,
stabilizzandosi su un'andatura fluida e costante di 7,3 nodi.
Alle 18:00
tocchiamo terra a Bodø. Sincronizzati come un meccanismo ben collaudato,
andiamo subito al distributore per il pieno di carburante e ci trasferiamo
all'ormeggio (67°16.883’N 14°22.318’E).
Il 12
settembre la famiglia di bordo si allarga: arrivano Frank e suo nipote
Johel, portando energia fresca per dare manforte alle manovre. Resteranno con
noi per le tappe più impegnative fino a Dover, in Inghilterra.
La grande traversata: 360 miglia verso Ålesund
Lunedì 14
settembre, ore 7:20:
si salpa per una delle tratte più impegnative. Il piano iniziale guardava a
Bergen, ma la realtà della navigazione richiede flessibilità. Patrizia ed
Enrico hanno il volo di rientro per l'Italia il 17 settembre da Bergen: tirando
le somme sui tempi e sulle incognite meteo, garantire l'arrivo via mare entro
quella data sarebbe stato un azzardo. Decidiamo così di fare scalo ad Ålesund,
distante 360 miglia, da dove potranno comodamente raggiungere l'aeroporto in
tempo utile.
La partenza
è accompagnata da un vento da ovest-sud-ovest sui 15 nodi. Con randa e motore a
2.200 giri procediamo per buona parte della notte, con una velocità di 6-7
nodi. Verso le 4:00 del mattino, il cielo cambia assetto: il vento ruota a
sud-est e aumenta di intensità, arrivando ai 20 e i 25 nodi. Spegniamo il
motore e lasciamo che sia solo la forza pura del vento a portarci, fino alle
16:00.
Successivamente
il vento cala a 4 nodi e gira a sud-ovest. Torniamo a randa e motore a 2.300
giri: per mantenere una velocità che ci garantisca l’arrivo ad Alesund entro la
sera del 16.
La pressione
barometrica racconta meglio di qualsiasi parola l'instabilità di queste
latitudini: siamo partiti con 1017 mb, ma poi la pressione cala continuamente,
nell'arco di due giorni fino a toccare i 999 mb, quando il vento gira a
nord-ovest e rinforza nuovamente tra i 18 e i 25 nodi. Randa e genoa ben aperti
ci regalano un'andatura entusiasmante a 7,6 nodi.
Continuiamo
così fino alle 12:00, quando il vento ci
gira un’altra volta sul naso, costringendoci ad avvolgere le vele e proseguire
a motore a 2.000 giri.
Per quanto
riguarda Il mare, lo troviamo clemente e protetto tra i canali dei fiordi (con
un'onda di massimo un metro), più duro e formato nei tratti aperti, con onde da
due metri.
Saluti e
nuove rotte
Mercoledì 16
settembre, poco dopo
le ore 13:00: Ålesund ci appare all'orizzonte. Come al solito rotta immediata
al distributore per il pieno e poi via verso il pontile (62°28.408’N
6°09.305’E). Calcoliamo i consumi di carburante della barca: 289 litri, con
una media di 6,33 litri/ora, superiore alle medie solite, ma d’altra parte
abbiamo tenuto, quasi sempre, un sostenuto giri al motore: 2000-2300 .
Il giorno successivo è il momento dei saluti. Salutiamo Patrizia ed Enrico in partenza per Bergen: la condivisione di vita di bordo, turni di guardia e pasti caldi crea legami forti, e la loro assenza si farà sentire.
Ora gli
sguardi tornano a concentrarsi sulla cartografia e sulle previsioni meteo.
Davanti a noi si aprono 255 miglia di Mare del Nord fino alle remote Isole
Shetland. Le mappe sinottiche mostrano una finestra meteo favorevole con
partenza prevista per lunedì 21 settembre.
La rotta è
pronta, lo spirito pure. Alla prossima!