venerdì 7 agosto 2026

Da Svartisen alle Lofoten: Archi di luce, porti di pescatori e cambi di guardia

Lasciamo l’ormeggio di Svartisen alle 9.30 del mattino. Il cielo è cupo, la pioggia battente, e 18 nodi di vento da Ovest che soffiano proprio "sul nostro naso". Sembra l'inizio di una giornata complessa, ma il mare del Nord sa regalare magie improvvise: dopo poche miglia, le nubi si dileguano, regalandoci un arcobaleno meraviglioso e uno squarcio di sole splendente, quasi fosse il saluto d’arrivederci scagliato dalla grandiosità del ghiacciaio.

Superato il primo canale, la natura addolcisce la sua morsa. Il vento ruota gradualmente a Sud-Ovest e cala sui 10-15 nodi: è il momento perfetto per dar voce alle vele. Tiriamo fuori genoa e mezzana e, con il supporto costante del motore a 1300 giri, avanziamo fino a Fore, dove facciamo ingresso alle 14.10.

È un porticciolo di pescatori schietto e verace. Ma proprio mentre manovriamo per entrare nel bacino, avverto un'anomalia ai comandi: l’elica di prua non risponde. Non poter governare la prua in uno spazio ristretto può essere pericoloso, così per non trovarmi in difficoltà inserisco prontamente la retromarcia . Per fortuna c’è un lungo pontile completamente libero proprio accanto all’ingresso, e così riesco a fare l’ormeggio sfruttando il vento  che ci spinge verso la banchina (66°54.449’N 13°36.266’E).

Una volta fissate le cime, do un'occhiata alla strumentazione: il monitor delle batterie segnala “batterie basse”. Un temporaneo black-out ha tagliato la corrente al thruster di prua. A bocce ferme provo nuovamente ad azionarlo e questa volta l’elica riprende regolarmente a funzionare. Tutto è bene quel che finisce bene, ma nei prossimi giorni terrò sotto stretta sorveglianza il sistema elettrico per capire la causa dell’inconveniente.

La vita a Fore scorre lenta, scandita dal lavoro sui pescherecci di ogni stazza e dal ritmo della grande gru da banchina per l'alaggio delle barche. L'aria profuma di sale, legno trattato e vita di mare.

Dopo una notte di riposo, sabato primo agosto alle 8.25 ci rimettiamo in rotta verso Bodø, distante 35 miglia. Partiamo in totale assenza di vento, ma presto da Ovest sale una brezza sui 12 nodi. Armiamo randa, genoa e mezzana: la barca si inclina leggermente trovando il suo passo ideale nell'acqua.



Alle 14.00 precise facciamo il nostro ingresso a Bodø. Andiamo subito al molo carburante per fare il pieno e ci mettiamo alla ricerca di un posto barca. Nonostante il marina sia affollatissimo, la fortuna ci assiste ancora una volta e individuiamo un ottimo ormeggio proprio a ridosso della piazza principale (67°16.831’N 14°22.369’E).


Bodø è un centro vibrante, un vero crocevia di anime e viaggiatori. Qui si incrociano le rotte di chi è diretto a Nord verso il Grande Freddo, di chi scende a Sud o di chi attende di varcare il mare verso le Lofoten. Sulle sue banchine si incontrano storie e culture diverse, complici l'aeroporto internazionale, la stazione ferroviaria e i collegamenti via terra e via mare.

Anche a bordo della nostra imbarcazione si consuma un  "cambio della guardia": salutiamo Sergio, che sbarca per fare ritorno a casa, e diamo un caloroso benvenuto a Marten e sua figlia Alice, arrivati in auto dall'Italia con un carico di cambusa e prelibatezze tricolori davvero invidiabile!

Oggi, mercoledì 5 agosto, le carte sono pronte sul carteggio e la cambusa è stivata. Prua verso le Lofoten: la prima tappa sarà l'isola di Røst, a 57 miglia di mare aperto da qui. Il viaggio continua...