mercoledì 8 luglio 2026

ROTTA A NORD: LA QUIETE DI MOLDE E LE SFIDE VERSO KRISTIANSUND

Il viaggio di Refola lungo le coste norvegesi continua, regalandoci giornate di assoluta contemplazione alternate a momenti in cui il mare e la barca richiedono tutta la nostra prontezza.

Il primo luglio, alle 9.25, dopo aver fatto il pieno di carburante, salpiamo da Alesund. Davanti a noi ci sono 35 miglia di mare per raggiungere Molde. Il vento è un sussurro leggerissimo da est che supera appena i 2 nodi; il mare una tavola d’argento che riflette il cielo del nord. Procediamo  a motore.



E’ la navigazione perfetta per staccare gli occhi dagli strumenti e riempirsi lo sguardo con il bellissimo panorama circostante: le montagne norvegesi si rincorrono lungo la costa, severe e maestose, specchiandosi nell’acqua calma. Intorno alle 15.00 la sagoma di Molde si fa vicina. Ad attenderci in porto troviamo una maestosa nave da crociera turistica all’ormeggio, ma a colpirci davvero è il formicaio di traghetti che fanno instancabilmente la spola da una sponda all’altra del fiordo, un vero e proprio sistema venoso di questa comunità costiera. Alle 15.20 Refola è bene ormeggiata in banchina. Scendiamo a terra per un giretto nel centro cittadino. Molde ci accoglie con una atmosfera calda, le sue strade sono piene di negozi  e discretamente animate, un contrasto piacevole dopo le ore di silenzio passate in mare.


Venerdì 3 luglio: quando il mare mette alla prova.

Alle 9.00 in punto salutiamo Molde. Molliamo gli ormeggi  e volgiamo la prua per Kristiansund distante  47 miglia. Fuori dal ridosso il mare ci accoglie con un vento al lasco sui 15-17 nodi.



La giornata ideale per andare a vela: l’andatura è comoda, la barca è stabile, la velocità promette bene. Ma chi va per mare sa che l’imprevisto è sempre in agguato. Il primo sussulto arriva quando decidiamo di spiegare le vele. Al momento di tirar fuori la randa il meccanismo si blocca: la vela non vuole saperne di uscire. Fortunatamente, il Super Maramu è una barca pensata per lunghi viaggi e quindi ben attrezzata anche per questo inconveniente. Senza perdere tempo eseguiamo la manovra a mano: sblocchiamo il tesa base, agganciamo una cimetta d’emergenza alla bugna, la fissiamo saldamente sulla piccola bitta sul boma ed il gioco è fatto. La randa è a segno. Sembra tutto risolto, ma il mare ha deciso di testare i nostri riflessi. Poco dopo un brivido: il pilota automatico salta improvvisamente. Niente panico, Refola ha una marcia in più grazie a due sistemi di pilota automatico completamente indipendenti. Attiviamo prontamente il secondo impianto, quello rotativo con la catena. Sembra andare tutto bene quando, con uno schiocco secco, la catena si rompe.

Dobbiamo timonare a mano, con un’onda formata di 1-1,5 metri che ci spinge al gran lasco. Chi naviga conosce l’insidia di questa andatura con mare in poppa: l’onda solleva la poppa, la barca tende a imbardare ed è quasi impossibile tenerla dritta. Per non rischiare e stabilizzare l’andatura , decidiamo di togliere tutte le vele. Poi, un po' alla volta, trovando punti di riferimento visivi più vicini sulla costa, ci facciamo la mano e torniamo in sintonia con la ruota. Impariamo ad assecondare l’onda, timonando muscolarmente, miglio dopo miglio.

L’abbraccio di Kristiansund

La tensione si scioglie quando finalmente entriamo nel canale di accesso. Passiamo sotto il grande e scenografico ponte che collega Innlandet a Kristiansund. Alle 16.50, con un sospiro di sollievo e l’orgoglio di chi ha superato la giornata con le proprie forze, ormeggiamo al pontile di Kristiansund (63°06.669’N 07°44.009’E).


Anche Kristiansund si rivela una cittadina deliziosa, viva, piena di negozi e molto frequentata. Ma per noi la priorità è la barca. La fortuna ci assiste: dopo un paio di tentativi riusciamo a scovare i pezzi di ricambio necessari per riparare la catena del pilota automatico. Così nei giorni successivi tra una pioggerella passeggiera e un’altra, ci mettiamo al lavoro nel pozzetto: sistemiamo la catena e riusciamo persino a riparare i motori elettrici della randa. Refola torna al massimo della sua forma.

Sostiamo qui per tre giorni, godendoci il meritato riposo e la bellezza aspra dei paesaggi circostanti. Ora il cielo si sta schiarendo e martedì, al mattino presto, saremo pronti a mollare nuovamente gli ormeggi. Davanti a noi si prospetta una tappa impegnativa e affascinante: 87 miglia di mare per raggiungere Trondheim. La rotta è tracciata, il Nord ci chiama.