giovedì 16 ottobre 2025

PAXOS, SIVOTA, GOUVIA

Giovedì 4 settembre ci spostiamo a Paxos a 35 miglia, il vento si instaura con la solita evoluzione, scarso al mattino, rinforza verso le 12 sui 8-10 nodi da NW, rinforza ulteriormente a 15 nodi intorno alle 16, per poi calare verso le 20. Navighiamo con l’ausilio del motore, verso  mezzogiorno sentiamo chiamare Refola al vhf, però alla nostra risposta non interviene nessuno, la cosa si ripete per 2-3 volte, finchè ci guardiamo intorno con più attenzione per capire chi ci può chiamare e scopriamo in quel momento che non abbiamo più il gommone al traino. Fabrizio ammette di aver fatto il nodo di bitta semplice ma non aver assicurato con una ritenuta la cima di traino, a questo punto invertiamo la rotta per andare incontro al nostro salvatore, nel frattempo riusciamo ad avere conferma dell’accaduto parlando con la barca che aveva raccolto il gommone.

Dopo circa un quarto d’ora la raggiungiamo, questi ci mollano il gommone, sono diretti anche loro a Paxos, noi li ringraziamo e decidiamo di andarli a trovare con un presente, una volta arrivati, ma in realtà a Paxos non li troveremo più,

Arriviamo alle 16.00 e troviamo posto alla banchina principale in centro paese (39°11.948’N 20°11.138’E). Il villaggio è molto animato nonostante siamo già a settembre, inoltre ci sono i traghetti turistici provenienti da Corfù e da altre località vicine che scaricano centinaia di turisti. 


Abbiamo scandagliato tutta la banchina fino fuori all’entrata per trovare la barca che ci aveva raccolto il gommone, ma invano forse hanno ancorato fuori da qualche parte o più semplicemente hanno cambiato  idea.

Alla sera cena fuori, abbiamo trovato un ristorante nella piazzetta principale, gestito da italiani, abbiamo mangiato bene spendendo il giusto, siamo stati seguiti dalla signora titolare, che ci ha raccontato come è arrivata a Paxos e offrendoci il bicchierino della staffa ed il dolcetto.



Qui a Paxos probabilmente imbarchiamo un clandestino, un topo della cui presenza ci accorgeremo tra qualche giorno, infatti l’isola di fronte Ag. Nikolaos è soprannominata l’isola dei topi.

Sabato 6 settembre affrontiamo una piccola tappa di 14 miglia fino a Sivota, vento scarso sui 4 nodi proveniente dai quadranti settentrionali, arriviamo alle 13.00 e ancoriamo all’ingresso della baia denominata Pontoon Tip in 4-5 mt. di fango e alghe.



Sivota o meglio Mourtos è un piccolo arcipelago di tre isole che si trova ad est della punta meridionale di Corfù, vicino alla terraferma, Sivota è la località principale. La conformazione delle isole offre numerosi ancoraggi riparati. Facciamo un giro con il dinghy fino alla baia successiva più a nord dove c’è il porto di Sivota, naturalmente pieno di barche, giriamo un po' tra le barche all’ancora, poi torniamo alla barca, un bel bagno rinfrescante, l’aperitivo serale e la cena concludono la giornata.

Domenica 7 settembre salpiamo per Gouvia, il marina principale di Corfù, vento debole 3-4 nodi da NW e NE percorriamo a motore le 24 miglia; arriviamo alle 12.30 al distributore di gasolio, e purtroppo ci rendiamo conto che l’elica di prua non scende più.

Dopo il rifornimento chiediamo l’assistenza per l’ormeggio, il gommone ci guida all’estremità est del marina e riusciamo ad ormeggiare da soli con poppa in banchina e corpo morto a prua (39°52.678’N 19°34.871’E).


Qui a Gouvia integriamo l’equipaggio con due nuovi membri: Marcello amico d’infanzia e Polixenia amica del Paterazzo. Lunedì facciamo intervenire un elettricista per fare la diagnosi all’elica di prua, il verdetto è purtroppo amaro, il motorino saliscendi è bruciato. Potrebbero occuparsene loro, ma non hanno tempi certi per risolvere il problema, decido di riprendermi il pezzo che hanno smontato e di tenere  intatta la tabella di marcia, faremo senza elica di prua, chiedendo assistenza ad ogni porto.