Venerdì 29 agosto la prima tappa è la baia di San Nicola sempre sull’isola di Zacinto sull’estremità NE dell’isola, sono 13 miglia che percorriamo a motore arriviamo alle 12.00 .
Non ci sono tanti posti per stare all’ancora, perciò prendiamo una boa libera, ma dopo un po' arriva il legittimo proprietario e ci dobbiamo spostare; troviamo posto in banchina (37°54.372’N 20°42.380’E). Qui a S. Nicola iniziano le prime avvisaglie di malfunzionamento dell’elica di prua: dobbiamo sostituire il fusibile del motorino saliscendi, avendo terminato quelli da 10A, metto uno da 15A e tiriamo avanti.
Ritroviamo qui un vicino di banchina di Zacinto, che naviga con la figlia, si offrono di cucinare una pasta per la cena che faremo sulla nostra barca, apprezziamo la pasta, peraltro molto buona, così con racconti di mare ed esperienze vissute si conclude la serata.
Il giorno successivo gli amici di banchina partono per una lunga tappa che li porterà a Nettuno dove risiedono, noi facciamo un giro con il gommone intorno all’isola di fronte all’imboccatura e sulla costa più a nord, ricca di grotte.
Domenica 31 agosto salpiamo per Itaca a 35 miglia, il vento via via rinforza da NW e raggiunge la sua massima intensità verso le 16.00 intorno ai 17-18 nodi; arriviamo aiutati dal motore alle 17.10 e troviamo posto nell’ansa a nord (38°22.376’N 20°42.864’E).
Ancora problemi con l’elica di prua: il dispositivo non segnala più l’arrivo a fine corsa in alto del motore, bisogna andarlo a vedere a prua, questo fa si che si bruci l’indotto del motorino avendo messo un fusibile maggiorato, come succederà a Gouvia fra qualche giorno.
Il porto si riempe di barche anche all’ancora ed è un piacere vedere le varie soluzioni che trovano gli skipper per trovare un riparo.
Facciamo una passeggiata giù al centro, molto vivace e torniamo alla barca, rimandando al lunedì il rifornimento di cambusa essendo il supermercato chiuso. Andiamo a cena fuori nel ristorante vicino, dove mangiamo bene pagando poco.
Il giorno successivo facciamo una escursione con il dinghy nella piccola baia subito dopo la punta Pierou, verso l’uscita, utilizzata anche dai locali perché risulta riparata dal vento dominante di NW, facciamo il bagno e rientriamo in barca.
Martedì 2 settembre ci spostiamo a Preveza a 44 miglia, il vento inizia con 7-8 nodi da NW intorno a mezzogiorno, per poi rinforzare sui 14-15 e girare a W verso le 16.00, risaliamo la costa ovest di Lefkas e arriviamo alle 17.00 a Preveza, dove ormeggiamo alla banchina comunale attrezzata di corpi morti e cime a poppa per le barche di charter, ora tutte fuori (38°57.235’N 20°45.324’E).
Dopo l’ormeggio veniamo rimproverati dal gestore della banchina perché abbiamo utilizzato la nostra ancora anziché il corpo morto, e manda un sub a verificare che non abbiamo preso la catenaria, per fortuna l’ancora è libera e non ci viene contestato nulla.
Preveza ha avuto uno sviluppo enorme negli ultimi anni, mi ricordo di essere stato qui nel 2007 e allora c’era solo un piccolo paesino, un marina in costruzione che non finiva mai, ora c’è un centro turistico affermato ed un marina moderno e lussuoso; sulla parte opposta dello stretto ci sono diversi cantieri, il più grande ed attrezzato è il cantiere Cleopatra.
Passiamo 2 giorni a Preveza rilassati e soddisfatti.