16:12.36N 52:25.19W
Ieri mattina ho terminato il mio turno di guardia alle 08.00 UTC, ancora buio, local time circa le 5, il vento veniva a raffiche continue, da 15 a 25-30 kn, inoltre sotto raffica cambiava direzione di 20-25°. Mi dicevo: vento dispettoso; lascio le consegne a Martina, ormai diventata affidabile anche nelle guardie, controllo per l'ultima volta l'escursione delle raffiche, la mezzana già ammainata, vado a dormire.
Prima delle 11.00 sono in piedi, ho sempre nella testa il tarlo di questo vento dispettoso, mentre mi sto risciacquando i denti sento un botto tremendo in coperta, mollo tutto ed esco fuori, il tangone è saltato dalla sua sede ed è sospeso imbrigliato dalle cime dei carica alto-basso-avanti-indietro.
Il vento è girato da NE-ENE ad E-ESE, il genoa ha preso il vento sulle mura opposte, una rollata particolarmente forte ha aumentato la potenza della strambata involontaria. Risultato: la testa del tangoncino incocciato all'albero si è spaccata in due, il tangone a sua volta, non più trattenuto nel punto di appoggio, ha ricevuto dalla vela un brusco strattone sulle 2 teste, che ha fatto saltare tutti i rivetti.
Mentre con lo sguardo passavo in rassegna i danni subiti, pensavo che ci era andata bene, una botta del genere poteva far venir giù l'albero di maestra; accendo il motore, riavvolgo il genoa, faccio indossare le cinture per andare in coperta a recuperare i pezzi.
Dopo mezzora è di nuovo tutto in ordine, recuperati tutti i pezzi, i tangoni sono integri, fissati alla falchetta, riprendiamo la navigazione a vela in rotta.
Annoto nel data base l'insegnamento di questo evento: con l'andatura in poppa, utilizzando un solo tangone laterale, meglio toglierlo e/o ridurre la velatura quando il vento rinforza.
L'ultima sorpresa della giornata è stata la mancata pesca di un bel tonno, riuscito a liberarsi grazie all'effetto dell'onda che ha alleggerito la tensione sulla lenza.
Secondo le previsioni meteo avremo vento tra i 15 e 25 kn fino a giovedì 13 dicembre, in calo venerdì, nostro ETA (arrivo stimato) a Martinica.
Il 12° giorno abbiamo percorso 190 M (record di questa traversata), il 13° 171 M; in questo momento mancano 506 M all'arrivo.
martedì 11 dicembre 2012
domenica 9 dicembre 2012
09/12/2012 Traversata atlantica
16:58.28N 47:0.24W
Il 7 dicembre abbiamo avuto una giornata di pausa di vento ed onda: per Roberto e Luca è stato un vero toccasana, ma ne ha beneficiato tutto l'equipaggio. Finalmente abbiamo potuto dare aria e sole alle cabine, togliendo l'umidità accumulata in giorni e giorni di oblò e boccaporti necessariamente chiusi.
La sera e' comunque tornato il vento da NE, all'inizio sui 10-15 kn, poi si è stabilizzato sui 18-20 Kn, con rinforzi a 25; questa situazione è continuata l'8 ed il 9 ed è prevista ancora per qualche giorno; naturalmente anche il mare si è rimesso in moto e si balla con onde al giardinetto-poppa da 3 a 4 mt..
Abbiamo avuto riscontro di alcune barche che hanno optato per la rotta più a Sud: ebbene, sono entrati in una estesa bonaccia, perdendo molte miglia e dovendo far uso del motore; anche per i meteorologi vale il detto dei medici:"bravo chi indovina".
Con questo vento che teniamo a -15° dalla poppa piena, teniamo a riva il genoa tangonato e la mezzana, che leviamo quando rinforza; ora ci manca proprio il nostro balooner, vela ideale per queste andature, vittima del primo giorno di traversata.
Comunque le medie giornaliere sono di tutto rispetto, l'8 dicembre (10° giorno fino alle ore 12.00 UTC) abbiamo percorso 160 M ed il 9 (11° giorno) 171 M. Nel momento in cui scrivo mancano 835 M all'arrivo.
Il 7 dicembre abbiamo avuto una giornata di pausa di vento ed onda: per Roberto e Luca è stato un vero toccasana, ma ne ha beneficiato tutto l'equipaggio. Finalmente abbiamo potuto dare aria e sole alle cabine, togliendo l'umidità accumulata in giorni e giorni di oblò e boccaporti necessariamente chiusi.
La sera e' comunque tornato il vento da NE, all'inizio sui 10-15 kn, poi si è stabilizzato sui 18-20 Kn, con rinforzi a 25; questa situazione è continuata l'8 ed il 9 ed è prevista ancora per qualche giorno; naturalmente anche il mare si è rimesso in moto e si balla con onde al giardinetto-poppa da 3 a 4 mt..
Abbiamo avuto riscontro di alcune barche che hanno optato per la rotta più a Sud: ebbene, sono entrati in una estesa bonaccia, perdendo molte miglia e dovendo far uso del motore; anche per i meteorologi vale il detto dei medici:"bravo chi indovina".
Con questo vento che teniamo a -15° dalla poppa piena, teniamo a riva il genoa tangonato e la mezzana, che leviamo quando rinforza; ora ci manca proprio il nostro balooner, vela ideale per queste andature, vittima del primo giorno di traversata.
Comunque le medie giornaliere sono di tutto rispetto, l'8 dicembre (10° giorno fino alle ore 12.00 UTC) abbiamo percorso 160 M ed il 9 (11° giorno) 171 M. Nel momento in cui scrivo mancano 835 M all'arrivo.
venerdì 7 dicembre 2012
07/12/2012 Traversata atlantica
18:14.34N 41:17.01W
Il 6 dicembre è stato il giorno delle grandi strategie: le informazioni METEO dell'ARC davano venti da SW sui 20-25 kn sulla rotta più a N; abbiamo sentito Alessandro, armatore di una barca gemella (Gran Cru), che sulla base di indicazioni provenienti da una stazione meteo italiana, suggeriva di scendere sotto il 16,5N e 40W per evitare le zone temporalesche; anche un tedesco con il quale siamo in contatto radio riteneva, dalle sue informazioni, che fosse meglio scendere a Sud del 14N e 42W; inizialmente avevamo assecondato queste 2 ultime opzioni, poi, verificando i grib files, ho concluso che c'era poco da scapolare, dovunque ti dirigevi entravi in questa bassa, gli effetti della quale non erano ben chiari.
Alla fine abbiamo deciso di mantenere la bolina larga con il vento da S-SE e non forzare a tutti i costi per scendere a Sud: praticamente siamo stati su una rotta mediana, limitando la discesa a sud in modo da far correre il più possibile la barca e contemporaneamente mantenerci il più possibile prossimi alla rotta diretta su Martinica.
Tutto sommato, anche se non sappiamo ancora come sono andati gli altri, a noi è andata ricca: abbiamo superato la zona temporalesca con venti costanti tra i 18-22 kn per la prima parte della giornata, e tra i 16-20 kn nella seconda parte, sempre da S-SE.
Il giorno 7 è arrivato il sole finalmente, il vento è calato a 5 kn, abbiamo dato anche 3,5 ore di motore, per la prima volta, poi il vento è tornato, girato a NN-E: proprio quello che ci vuole per spingerci a destinazione.
Oggi abbiamo ripreso a pescare; dopo circa un'ora, abbiamo tirato su un'altra lampuga di circa 2 kg., sarà il menu di stasera.
Il 6 dic. (8° giorno di navigazione) abbiamo percorso 183 M., il 7 dic. (9° giorno fino alle ore 12.00 UTC) 163 M, mancano 1196 M all'arrivo.
Domani sera festeggeremo -1000 all'arrivo.
Il 6 dicembre è stato il giorno delle grandi strategie: le informazioni METEO dell'ARC davano venti da SW sui 20-25 kn sulla rotta più a N; abbiamo sentito Alessandro, armatore di una barca gemella (Gran Cru), che sulla base di indicazioni provenienti da una stazione meteo italiana, suggeriva di scendere sotto il 16,5N e 40W per evitare le zone temporalesche; anche un tedesco con il quale siamo in contatto radio riteneva, dalle sue informazioni, che fosse meglio scendere a Sud del 14N e 42W; inizialmente avevamo assecondato queste 2 ultime opzioni, poi, verificando i grib files, ho concluso che c'era poco da scapolare, dovunque ti dirigevi entravi in questa bassa, gli effetti della quale non erano ben chiari.
Alla fine abbiamo deciso di mantenere la bolina larga con il vento da S-SE e non forzare a tutti i costi per scendere a Sud: praticamente siamo stati su una rotta mediana, limitando la discesa a sud in modo da far correre il più possibile la barca e contemporaneamente mantenerci il più possibile prossimi alla rotta diretta su Martinica.
Tutto sommato, anche se non sappiamo ancora come sono andati gli altri, a noi è andata ricca: abbiamo superato la zona temporalesca con venti costanti tra i 18-22 kn per la prima parte della giornata, e tra i 16-20 kn nella seconda parte, sempre da S-SE.
Il giorno 7 è arrivato il sole finalmente, il vento è calato a 5 kn, abbiamo dato anche 3,5 ore di motore, per la prima volta, poi il vento è tornato, girato a NN-E: proprio quello che ci vuole per spingerci a destinazione.
Oggi abbiamo ripreso a pescare; dopo circa un'ora, abbiamo tirato su un'altra lampuga di circa 2 kg., sarà il menu di stasera.
Il 6 dic. (8° giorno di navigazione) abbiamo percorso 183 M., il 7 dic. (9° giorno fino alle ore 12.00 UTC) 163 M, mancano 1196 M all'arrivo.
Domani sera festeggeremo -1000 all'arrivo.
mercoledì 5 dicembre 2012
05/12/2012 Traversata atlantica
20:24.54N 35:52.82W
Il 3 ed il 4 dicembre abbiamo attraversato un'area con cielo coperto e piena di groppi, acquazzoni di 10 minuti, e raffiche nei groppi che arrivavano a 40-45 kn, mare molto agitato in poppa.
Oggi 5 dicembre doveva esserci un calo di vento, ma in realtà dopo una mattina sui 15-18 kn, nel pomeriggio il vento si sta mantenendo sui 20-24 kn da SE, abbiamo iniziato a scendere di latitudine con rotta 240°.
Oggi per la prima volta abbiamo messo la traina, dopo 10 minuti è arrivata la prima lampuga, al momento di metterla nel secchio si è liberata, la seconda invece è arrivata in padella.
Da segnalare una gran botta presa dal sottoscritto nel fondo schiena, durante una rollata ho perso la presa in dinette, niente di grave, grazie a ghiaccio e pomata me la sono cavata con un bell'ematoma, che passerà in un paio di giorni.
Il resto dell'equipaggio sta complessivamente bene, solo Roberto e Luca, ogni tanto, hanno qualche momento di nausea.
Miglia percorse nelle 24 ore: il 4 dicembre 182 M, il 5 dicembre 177 M, dalla partenza 1247, ne mancano ancora 1485; domani festeggeremo la metà percorso!
Il 3 ed il 4 dicembre abbiamo attraversato un'area con cielo coperto e piena di groppi, acquazzoni di 10 minuti, e raffiche nei groppi che arrivavano a 40-45 kn, mare molto agitato in poppa.
Oggi 5 dicembre doveva esserci un calo di vento, ma in realtà dopo una mattina sui 15-18 kn, nel pomeriggio il vento si sta mantenendo sui 20-24 kn da SE, abbiamo iniziato a scendere di latitudine con rotta 240°.
Oggi per la prima volta abbiamo messo la traina, dopo 10 minuti è arrivata la prima lampuga, al momento di metterla nel secchio si è liberata, la seconda invece è arrivata in padella.
Da segnalare una gran botta presa dal sottoscritto nel fondo schiena, durante una rollata ho perso la presa in dinette, niente di grave, grazie a ghiaccio e pomata me la sono cavata con un bell'ematoma, che passerà in un paio di giorni.
Il resto dell'equipaggio sta complessivamente bene, solo Roberto e Luca, ogni tanto, hanno qualche momento di nausea.
Miglia percorse nelle 24 ore: il 4 dicembre 182 M, il 5 dicembre 177 M, dalla partenza 1247, ne mancano ancora 1485; domani festeggeremo la metà percorso!
lunedì 3 dicembre 2012
03/12/2012 Traversata atlantica
23:12.350N 30:27.60W
Il vento è sempre sostenuto sui 20-25 kn, con qualche pausa e qualche raffica a 30, mare sempre ben formato a poppa, con onde da 3 a 4 metri, talvolta più alte ancora … con il solo genoa tangonato la nostra velocità media è sui 7-8 kn, la barca si comporta bene sull'onda, ed a parte qualche rollata la vita a bordo è agevole; anche l'equipaggio si è ormai abituato al rollio e l'appetito, che non manca, è il primo sintomo del ritrovato benessere.
Un elogio speciale a Martina, il 5° membro di equipaggio, arruolata prima della partenza, che pur non essendo mai salita su una barca a vela, si è dimostrata fin dall'inizio molto brava in cucina e nel lavoro di corvè, puntuale ed attenta nei turni di guardia, senza mostrare mai alcun disagio.
C'è stato un ulteriore inconveniente, di cui non abbiamo ancora parlato: il primo dicembre abbiamo scoperto che il freezer era spento da almeno un giorno, qualcuno inavvertitamente ha toccato l'interruttore di protezione sul quadro; risultato: tutto a mare, carne e verdure congelate, abbiamo salvato solo il pane, vorrà dire che appena passerà questa buriana ci rifaremo con la pesca.
Le previsioni ci danno vento con questa intensità ancora per domani, poi inizierà gradatamente a calare, dal prossimo 5 dicembre ci abbasseremo più decisamente di latitudine, per evitare una debole bassa che si formerà tra il 6 ed 7/12 su questa rotta a 19 N e 42 W.
Domani, verso mezzogiorno, brinderemo alle prime 1000 M.
Miglia percorse fino a questo momento: 900.
Un elogio speciale a Martina, il 5° membro di equipaggio, arruolata prima della partenza, che pur non essendo mai salita su una barca a vela, si è dimostrata fin dall'inizio molto brava in cucina e nel lavoro di corvè, puntuale ed attenta nei turni di guardia, senza mostrare mai alcun disagio.
C'è stato un ulteriore inconveniente, di cui non abbiamo ancora parlato: il primo dicembre abbiamo scoperto che il freezer era spento da almeno un giorno, qualcuno inavvertitamente ha toccato l'interruttore di protezione sul quadro; risultato: tutto a mare, carne e verdure congelate, abbiamo salvato solo il pane, vorrà dire che appena passerà questa buriana ci rifaremo con la pesca.
Le previsioni ci danno vento con questa intensità ancora per domani, poi inizierà gradatamente a calare, dal prossimo 5 dicembre ci abbasseremo più decisamente di latitudine, per evitare una debole bassa che si formerà tra il 6 ed 7/12 su questa rotta a 19 N e 42 W.
Domani, verso mezzogiorno, brinderemo alle prime 1000 M.
Miglia percorse fino a questo momento: 900.
sabato 1 dicembre 2012
01/12/2012 Traversata atlantica
25:39.32N 23:50.56W
La navigazione prosegue sulla rotta diretta di 260°, vento medio costante sui 20 kn, a tratti cala sui 15 e rinforza a 25, l'onda invece sempre costante sui 3-4 mt; l'equipaggio ha cominciato ad abituarsi alle difficoltà e così abbiamo aggiornato i turni su 2 ore, con sovrapposizione di 1 ora di notte.
Ieri altri 2 inconvenienti: il generatore non parte, o meglio si spegne dopo 5 sec., scendo in sala motore, provo a scambiare il filtro del gasolio, ma il problema persiste; noto invece che la cassetta dei filtri di scorta è fuori dalla sua sede ed è andata a sbattere sul relè temperatura acqua del motore, rompendolo e mettendolo fuori uso.
Prendo nota dei dati per fare un'ordinazione: Onan L230 402-927 0312.
Faccio una riparazione di fortuna, mettendo assieme i pezzi e bloccando il tutto con nastro Vulcanizzante, la riparazione riesce e con immenso piacere il generatore riprende a funzionare; alla sera purtroppo non ne vuole sapere, il caldo ha ammorbidito il nastro che teneva assieme i pezzi.
Risolvo l'inconveniente shuntando il relè, visto che devo accendere il generatore al massimo 2 ore al mattino e 2 ore alla sera.
Il 2° inconveniente è la rottura del paranco utilizzato per bloccare il boma, strumento molto utile e molto utilizzato soprattutto con il vento in poppa che potrebbe provocare strambate involontarie.
Il perno dello strozzascotte si è aperto e non è riparabile: per evitare strambate con vento sostenuto utilizzeremo un cavo con un semplice bozzello di rinvio.
Il 2° giorno di navigazione abbiamo percorso 180 M.
Il 3° giorno alle 12.00 del 1 dicembre 173 M.
La navigazione prosegue sulla rotta diretta di 260°, vento medio costante sui 20 kn, a tratti cala sui 15 e rinforza a 25, l'onda invece sempre costante sui 3-4 mt; l'equipaggio ha cominciato ad abituarsi alle difficoltà e così abbiamo aggiornato i turni su 2 ore, con sovrapposizione di 1 ora di notte.
Ieri altri 2 inconvenienti: il generatore non parte, o meglio si spegne dopo 5 sec., scendo in sala motore, provo a scambiare il filtro del gasolio, ma il problema persiste; noto invece che la cassetta dei filtri di scorta è fuori dalla sua sede ed è andata a sbattere sul relè temperatura acqua del motore, rompendolo e mettendolo fuori uso.
Prendo nota dei dati per fare un'ordinazione: Onan L230 402-927 0312.
Faccio una riparazione di fortuna, mettendo assieme i pezzi e bloccando il tutto con nastro Vulcanizzante, la riparazione riesce e con immenso piacere il generatore riprende a funzionare; alla sera purtroppo non ne vuole sapere, il caldo ha ammorbidito il nastro che teneva assieme i pezzi.
Risolvo l'inconveniente shuntando il relè, visto che devo accendere il generatore al massimo 2 ore al mattino e 2 ore alla sera.
Il 2° inconveniente è la rottura del paranco utilizzato per bloccare il boma, strumento molto utile e molto utilizzato soprattutto con il vento in poppa che potrebbe provocare strambate involontarie.
Il perno dello strozzascotte si è aperto e non è riparabile: per evitare strambate con vento sostenuto utilizzeremo un cavo con un semplice bozzello di rinvio.
Il 2° giorno di navigazione abbiamo percorso 180 M.
Il 3° giorno alle 12.00 del 1 dicembre 173 M.
venerdì 30 novembre 2012
Inizia il giro del mondo
26:21.34N 20:46.10W
Dopo una decina di giorni di preparativi a Las Palmas (io e Lilli abbiamo lasciato Verona il 15 novembre), finalmente tutto è pronto per il grande viaggio.
I giorni precedenti la partenza sono stati densi di cose da fare (mille lavori sulla barca, rifare l'antivegetativa, rifornire la cambusa) e di avvenimenti piacevoli (ritrovare tanti amici navigatori, Alain, Anna e Greg de La Boheme, Alberto, Peppino) e meno piacevoli (la rinuncia al viaggio di Alessandro, dopo aver passato 5 giorni su Refola, e di Marco, che non è neanche partito da Verona). Ci siamo rimasti un po' male, soprattutto per la difficoltà a capire le motivazioni di questa scelta, ma la nostra felicità per l'impresa che stiamo iniziando è molto più forte….
In conclusione, l'equipaggio di Refola nel primo tratto fino ai Carabi sarà composto, oltre a me e Lilli, da Roberto Marcato, Luca Camini e la giovane Martina, figlia di amici di Roberto, inesperta di vela ma piena di entusiasmo e buona volontà nell'affrontare questa nuova esperienza.
Abbiamo salutato l'amico Alain, che nonostante i nostri tentativi di dissuasione, sembra deciso a partire anche lui, da solo a bordo della sua Carova, e di raggiungerci alla Martinica.
Al pontile è venuto a salutarci l'amico Alberto.
Finalmente, alle 12.00 UTC del 28/11/2012, lasciamo la banchina del Muelle Deportivo di Las Palmas: è iniziato il primo giro del mondo a bordo di Refola. Purtroppo dopo pochi minuti, ma era previsto, dobbiamo ancorare subito fuori dal marina, per una immersione con bombola, per il controllo della sonda dello speedometro, che non dava più indicazioni. L'operazione dura pochi minuti e dopo una doccia calda, prendiamo il largo.
Fuori dal porto il vento è sostenuto, come da previsioni, 20-25 kn da NE, con raffiche in alcune zone da 30 kn: mare corto e formato mettono alla prova barca ed equipaggio.
Studiando le previsioni meteo per i prossimi giorni decidiamo che la rotta migliore, una volta doppiata la punta di Maspalomas a sud di Gran Canaria, è la "alta", così definita nei testi delle traversate atlantiche E-W, la più diretta per raggiungere S. Lucia e Martinica, 260° ; anche la maggior parte delle barche partecipanti all'ARC, partite il giorno precedente, hanno scelto questa traccia.
Verso le 17.30 prima del buio, m'invento la prima stronzata oceanica: il vento era girato a poppa, perciò ho pensato bene di issare il balooner, il vento apparente era sui 18-20 kn, effettivamente un po' troppi, considerato l'equipaggio neofito e la particolarità della vela da utilizzare a farfalla con il genoa; infatti la vela va a segno, non senza qualche difficoltà, ma si rompe il grillo della drizza che rimane bloccata in testa d'albero e non permette di togliere le vele.
Durante la notte il vento rinforza con raffiche fino a 35 kn e proseguiamo con la sola randa ridotta.
Il mattino seguente organizziamo la risalita in testa d'albero, armiamo un'altra drizza, benedetta quella volta che ho predisposto un bozzello aggiuntivo in testa d'albero ed un testimone pronto all'occorrenza.
Il vento è ancora sui 20 kn, togliamo la randa e procediamo a motore cercando di avere le onde in poppa, il mare è incrociato NE-NW con onde di 3-4 mt; mi faccio issare in testa d'albero ed in certi momenti è estremamente faticoso rimanere avvinghiati all'albero durante le rollate della barca.
Comunque in poco tempo la drizza bloccata in testa è recuperata, riusciamo a togliere il balooner strappato e proseguiamo finalmente a vele bianche.
Alle 12.00 UTC del 29/11, nelle prime 24 ore di navigazione, abbiamo percorso 149 M.
Dopo una decina di giorni di preparativi a Las Palmas (io e Lilli abbiamo lasciato Verona il 15 novembre), finalmente tutto è pronto per il grande viaggio.
I giorni precedenti la partenza sono stati densi di cose da fare (mille lavori sulla barca, rifare l'antivegetativa, rifornire la cambusa) e di avvenimenti piacevoli (ritrovare tanti amici navigatori, Alain, Anna e Greg de La Boheme, Alberto, Peppino) e meno piacevoli (la rinuncia al viaggio di Alessandro, dopo aver passato 5 giorni su Refola, e di Marco, che non è neanche partito da Verona). Ci siamo rimasti un po' male, soprattutto per la difficoltà a capire le motivazioni di questa scelta, ma la nostra felicità per l'impresa che stiamo iniziando è molto più forte….
In conclusione, l'equipaggio di Refola nel primo tratto fino ai Carabi sarà composto, oltre a me e Lilli, da Roberto Marcato, Luca Camini e la giovane Martina, figlia di amici di Roberto, inesperta di vela ma piena di entusiasmo e buona volontà nell'affrontare questa nuova esperienza.
Abbiamo salutato l'amico Alain, che nonostante i nostri tentativi di dissuasione, sembra deciso a partire anche lui, da solo a bordo della sua Carova, e di raggiungerci alla Martinica.
Al pontile è venuto a salutarci l'amico Alberto.
Finalmente, alle 12.00 UTC del 28/11/2012, lasciamo la banchina del Muelle Deportivo di Las Palmas: è iniziato il primo giro del mondo a bordo di Refola. Purtroppo dopo pochi minuti, ma era previsto, dobbiamo ancorare subito fuori dal marina, per una immersione con bombola, per il controllo della sonda dello speedometro, che non dava più indicazioni. L'operazione dura pochi minuti e dopo una doccia calda, prendiamo il largo.
Fuori dal porto il vento è sostenuto, come da previsioni, 20-25 kn da NE, con raffiche in alcune zone da 30 kn: mare corto e formato mettono alla prova barca ed equipaggio.
Studiando le previsioni meteo per i prossimi giorni decidiamo che la rotta migliore, una volta doppiata la punta di Maspalomas a sud di Gran Canaria, è la "alta", così definita nei testi delle traversate atlantiche E-W, la più diretta per raggiungere S. Lucia e Martinica, 260° ; anche la maggior parte delle barche partecipanti all'ARC, partite il giorno precedente, hanno scelto questa traccia.
Verso le 17.30 prima del buio, m'invento la prima stronzata oceanica: il vento era girato a poppa, perciò ho pensato bene di issare il balooner, il vento apparente era sui 18-20 kn, effettivamente un po' troppi, considerato l'equipaggio neofito e la particolarità della vela da utilizzare a farfalla con il genoa; infatti la vela va a segno, non senza qualche difficoltà, ma si rompe il grillo della drizza che rimane bloccata in testa d'albero e non permette di togliere le vele.
Durante la notte il vento rinforza con raffiche fino a 35 kn e proseguiamo con la sola randa ridotta.
Il mattino seguente organizziamo la risalita in testa d'albero, armiamo un'altra drizza, benedetta quella volta che ho predisposto un bozzello aggiuntivo in testa d'albero ed un testimone pronto all'occorrenza.
Il vento è ancora sui 20 kn, togliamo la randa e procediamo a motore cercando di avere le onde in poppa, il mare è incrociato NE-NW con onde di 3-4 mt; mi faccio issare in testa d'albero ed in certi momenti è estremamente faticoso rimanere avvinghiati all'albero durante le rollate della barca.
Comunque in poco tempo la drizza bloccata in testa è recuperata, riusciamo a togliere il balooner strappato e proseguiamo finalmente a vele bianche.
Alle 12.00 UTC del 29/11, nelle prime 24 ore di navigazione, abbiamo percorso 149 M.
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