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ecco le foto del nostro giro dell’isola di Huainevenerdì 9 agosto 2013
giovedì 8 agosto 2013
Isole della Societa’ : Huaine
16:48.65S 150:59.52W
Mercoledì 31 luglio torniamo a Tahiti, navigazione a motore per assenza di vento, alle 12.30 ormeggiamo allo Yacht Quay di Papeete, dove ritroviamo ad attenderci lo stesso posto lasciato la scorsa settimana; qui ritroviamo, nel giro di pochi giorni, molti degli amici navigatori conosciuti in Pacifico: Massimo e Sandra del Kenta, i francesi Sylvie e Remi di Bellissima ed infine Anna e Paolo di Zoomax.
Giovedì ho ritirato il motore del dissalatore, revisionato e con un nuovo avvolgimento (Pacific Technique tel. 689 - 410776 ); trovo anche preziose indicazioni per articoli necessari/utili a bordo: un negozio di materiale elettrico dove vendono anche motori e pompe a prezzi competitivi (Sainte-Amelie Import tel.689 - 708681); per pile e lampade: Tahiti Pile e Lumiere, a 2 passi dal marina, dove ho comprato lampade da 50 W per il ponte, introvabili nei negozi di nautica, oltretutto ad un prezzo molto basso circa 8 € .
Sabato 3 agosto alle 15.30, sempre di conserva con Yaya di Leopoldo, salpiamo per Huaine. Sono circa 100 M, percio’ utilizziamo la notturna per arrivare il mattino seguente in buona luce; e’ la prima notturna che facciamo Lilli ed io da soli e siamo anche felici di provare questa navigazione, facciamo turni di 3 ore nel periodo dalle 21.00 alle 9.00.
Al momento della partenza mi rendo conto che abbiamo un problema: il plotter cartografico, la carta nautica elettronica con cui tracciamo le rotte, e che ci fornisce dati su velocita’ e distanze, non riceve il segnale del gps! Significa che non abbiamo a video la visualizzazione della barca che si sposta e nemmeno il radar … abituati alla tecnologia, quando viene a mancare c’e’ sempre un po’ di smarrimento….
Attiviamo il programma di rispetto che abbiamo sul pc (Sobmax) e attraverso l’AIS abbiamo anche una sorta di radar, almeno per le imbarcazioni dotate di trasmittente AIS.
La pass di uscita da Papete e’ come sempre calma, ormai abbiamo capito che le pass delle Isole della Societa’ sono praticamente quasi tutte senza corrente e senza onda, se non esposte direttamente all’onda del mare; la navigazione procede bene a vela con un vento ENE sui 12-14 kn che verso sera comincia a calare, e nella notte si stabilizza a 7-8 kn. Quando la nostra velocita’ si riduce a 3 kn, diamo motore. I turni di 3 ore hanno funzionato egregiamente, e sono stato molto felice di constatare che io e Lilli possiamo farcela a condurre Refola da soli, anche con navigazioni notturne.
Arriviamo alle 10.30 alla pass Avamoa, ben segnalata e con un allineamento di 2 mede a 126°, l’ancoraggio e’ appena dentro la pass, ad ESE della meda rossa, su un fondale 8-12 mt. di sabbia corallina; intorno i fondali sono profondi oltre 20 mt, percio’ molte barche sono presenti su questa area (16°42.79’S 151°02.41’W).
Con il NW , poco frequente, questo ancoraggio e’ soggetto ad un po’ do onda, nel qualcaso si puo’ ancorare circa mezzo miglio a SW del villaggio, nel canale tra il reef e l’isola.
Il villaggio di Fare e’ a circa 500 mt a SE, c’e’ un grande molo per navi, ed un moletto per piccole barche e dinghy, volendo si puo’ chiedere l’autorizzazione alla Capitaneria (vhf ch.12) per ormeggiare temporaneamente con la barca in banchina.
Huaine si distingue dalle altre isole della Societa’ per avere mantenuto un turismo meno invadente e questo si nota quando si scende a terra e si incontra la gente, molto disponibile e gentile.
Lunedi’ 5 agosto, con il tempo in cambiamento, cielo coperto e vento a raffiche, abbiamo preferito scendere a sud, percorrendo 6 M di canale ben segnalato con boe rosse e verdi; ancoriamo in baia Haapu in 12-14 m. di sabbia corallina, ancoraggio molto protetto e tranquillo contornato da verdi colline (16°47,43’ S 151°00,35’ W).
Il giorno seguente il cielo si apre e ritorna il sole: percorriamo le ultime 3 M di canale che porta a baia D’Avea, ancoraggio splendido in 12-13 mt di sabbia corallina, intorno i colori della barriera da una parte e le colline verdi dall’altra; c’e’ un resort a terra con un pontile in legno per il dinghy e piccole barche (16°48,65’S 150°59,52’ W).
Il Mahana Resort, nonostante il cartello sul pontile “riservato ai clienti dell’Hotel”, accetta anche i dinghy della barche all’ancora, fornisce anche una connessione internet a pagamento, il segnale wifi per il vero e’ un po’ debole; nel resort c’e’ anche una agenzia Europ Car per il noleggio di auto, scooter e biciclette.
Mercoledi’ infatti noleggiamo una panda per 8 ore, circa 80 € tutto compreso, assicurazione casco e carburante; la strada che circonda le 2 isole collegate da un ponte, Huaine Nui e Huaine ITI, segue la frastagliata costa, ci sono alcuni interessanti siti archeologici a Maeva nella zona NE e un museo che riporta anche la storia delle “Fish trap”.
Le fish trap - letteralmente trappole per pesci -, create all’inizio del secolo scorso, sono di fatto piccoli canali nella laguna costruiti con pietre e finalizzati a convogliare il pesce in piccoli specchi d’acqua. Con il vento da SE, infatti, in questo tratto di laguna entra una corrente che facilita l’ingresso del pesce; nei tratti finali del canale ci sono delle palafitte utilizzate per fare i turni di guardia e controllare il passaggio dei pesci; tutto il villaggio partecipa alla raccolta del pesce, che non viene venduto, ma spartito tra tutti; le fish trap sono utilizzate tuttora, c’e’ un calendario che in base al vento ed all’incidenza della luna, indica i tipi di pesce che entrano nelle trappole.
Pranziamo al villaggio di Fare, in un bel ristorante sul porto, da menzionare non solo perche’ si mangia bene con circa 20 €, ma anche perche’ la titolare ha rimediato ad un errore che mi sarebbe costato 800 € di addebito sulla carta di credito: infatti era stato digitato l’importo di 90.000 PF anziche’ 9.000 PF! io non mi ero accorto della differenza, ma al momento di uscire dal ristorante, la signora mi chiama, scusandosi, per dirmi che c’era stato un errore di battuta. Dopo aver tentato inutilmente di annullare l’operazione, mi ha dato la differenza in contanti.
Giovedì 8 agosto passiamo l’ultimo giorno nella baia d’Avea, in assoluto riposo. Il vento ha ricominciato a soffiare con raffiche a 18-20 kn ed e’ previsto in aumento, domani salperemo alla volta di Raiatea.
L’uscita dalla pass di Papeete e l’ingresso alla pass di Huaine
Il villaggio di Fare
nuvoloni incombono, ma noi troviamo un ancoraggio sicuro …
... e la mattina dopo splende il sole …
… che ci regala questi colori
martedì 30 luglio 2013
Isole della Societa’ : Moorea
17:30.80S 149:51.20W
Venerdi 26 luglio, alle 9.10, lasciamo l’ancoraggio di Taina e, dopo aver ottenuto via VHF l’autorizzazione del Port Control, ripercorriamo il canale verso la pass di Papeete. Erroneamente, ritenevamo che il permesso accordatoci fosse valido anche per uscire dalla pass; invece no: quando avevamo appena superato l’aeroporto, il Port Control ci chiama al VHF, rimproverandoci per non aver chiesto l’autorizzazione ad uscire dalla pass … ci scusiamo cospargendoci il capo di cenere, e riceviamo istruzioni di uscire dopo il grosso catamarano che fa i collegamenti con Moorea, lo vediamo infatti apparire all’uscita del porto.
Il marinaio Lilli al timone si mette in rotta per la sua prima uscita da una pass … il vento e’ fortissimo, la visibilita’ scarsa e ci sono onde alte 4 metri, ma lei non si fa intimorire …. Beh, non e’ andata proprio cosi’: mare assolutamente piatto, totale assenza di corrente, usciamo tranquilli con l’allineamento di mede bianche e rosse, rotta 328°. Alle 10.10 siamo fuori, e’ stato molto facile ma Lilli e’ felice e soddisfatta della sua impresa.
Facciamo rotta su Moorea; sono 14 M che percorriamo a motore a causa di un vento apparente decisamente scarso, solo a 3 M dalla pass di Moorea una brezza sui 12-15 kn ci da’ un po’ di spinta.
Alle 12.40 entriamo nella pass Avaroa, che da’ accesso alla baia di Cook; c’e’ un allineamento con 2 mede a 149°7’, aggiriamo a sinistra il reef ed ancoriamo nella stretta laguna (circa 200x700 mt), tra il reef e l’isola (17°28,90’S 149°48,79’W); i fondali, al centro sui 22 mt, risalgono ripidi fino a circa 2 mt.; grazie al bel tempo facciamo una sosta per un bagnetto e il pranzo, poi ci spostiamo in fondo alla baia di Cook, su un fondale di 14-15 mt di sabbia e fango; ci sono gia’ 6 barche ancorate, ma c’e’ molto spazio (17°30,23’S 149°49,28’W).
Lo scenario che ci circonda e’ molto bello, ripidi picchi verdi si stagliano verso il cielo, un po’ come a Fatu Hiva e Ua-Pou alle Marchesi; dall’ancoraggio prendiamo il segnale internet in wifi, per andare a terra sull’angolo SE c’e’ una costruzione azzurra con un tetto spiovente nero, e’ il mercato del pesce, e’ dotato di scivolo e molo in cemento, c’e’ perfino acqua in banchina!
Con Leopoldo e Giovanni scendiamo a terra: e’ sabato, poca gente per le strade, attraversiamo il villaggio e risaliamo la strada che porta al “Belvedere”, un punto in collina dal quale si possono vedere entrambe le baie, di Cook ed Opunohu, separate dal monte Rotui; speravamo di beccare un passaggio da qualche auto in transito, ma dopo un’ora di cammino sotto il sole, mancando ancora quasi 10 km, rinunciamo al Belvedere e torniamo indietro, accaldati ed affamati.
In fondo alla baia c’e’ uno snack gestito da cinesi (come molte altre attivita’, sia a Moorea che a Tahiti), mentre vicino al mercato del pesce ci sono 2 ristoranti, scegliamo il primo, piu’ vicino al mercato, dove mangiamo bene con circa 25 € a testa.
Il giorno successivo, domenica 28 luglio, ci spostiamo nella adiacente baia di Opunohu, 2 M piu’ ad ovest; per raggiungerla bisogna uscire dal reef e rientrare per un’altra pass. Anche stavolta entrambe le pass sono senza corrente ne’ onde: la pass Tareu, che immette alla baia di Opunohu, ha un allineamento con 2 mede, poste quasi in fondo alla baia, ma visibili per 156°8’, i passaggi sono comunque ampi e ben segnalati, con mede rosse e verdi.
Aggiriamo a sud il reef Vaipeu a sinistra della pass, ed ancoriamo nella laguna (circa 250 x 750 mt): acqua trasparente dai colori blu e turchese, fondali che variano da 7 mt al centro a 2 mt circa. Un ancoraggio molto gettonato, infatti ci sono una quindicina di barche, fitte fitte, diamo ancora su un fondale di 6-7 mt di sabbia corallina (17°29,41’S 149°51,06’W); dopo l’immancabile bagno, per stare piu’ tranquilli alla ruota, ci spostiamo in fondo alla baia Opunohu, su un fondale di 14-16 mt di fango e sabbia.
Anche qui lo scenario che ci circonda e’ come nella baia di Cook , anzi ancora piu’ bello: montagne verdi, acque calme. Purtroppo non c’e’ il segnale wifi, e anche l’atterraggio col dinghy e’ un po’ piu’ problematico. Sulla carta sono segnati 2 moletti: uno a SE che appartiene ad una bella villetta con un meraviglioso, grande giardino (quando siamo sbarcati non c’era nessuno a cui chiedere il permesso di lasciare il gommone); l’altro e’ a SW, un moletto privato in cemento, anche questo di pertinenza di una casa dall’altra parte della strada. Qui chiediamo al proprietario il permesso di sbarcare, ma il tizio, rispondendo in inglese alla nostra richiesta in francese, ce lo nega (!!!); torniamo quindi nell’ansa Robinson a SE, 200 mt a nord del pontile della villa, dove c’e’ un boa bianca davanti all’ansa, ed il fondale permette di arrivare fino al muretto di sassi.
Sempre con Leopoldo e Giovanni, una volta a terra prendiamo un taxi (il servizio di autobus che fa la spola dall’aereoporto a NE, fino al Petit Village a NW ha orari imprecisati, con una cadenza di 2 ore circa) fino al Petit Village a circa 7 km, un piccolo centro commerciale e turistico, pieno di negozi, baretti e ristorantini. Pensiamo di noleggiare un auto: proviamo con l’Avis, presso l’hotel Intercontinental, e da Albert Rent Car di fronte (un po’ meno caro), ma non ne troviamo di disponibili.
Troviamo invece un simpatico snack sulla spiaggia, 1 km ad ovest del villaggio Papetoai, dove a parte l’attesa si mangia bene con circa 16-18 €.
Il villaggio di Papetoai, davanti alla chiesa ottagonale, ha un porticciolo per piccole barche equipaggiato con bitte, colonnine per l’elettricita’ e rubinetti per l’acqua, ma apparentemente in stato di abbandono (nessuna barca era in porto). Davanti al porto, segnalata anche dal portolano, c’e’ un’ansa ampia circa 200 mt, dove si puo’ ancorare su un fondale di 15 mt.
Appagati dal pranzetto in riva al mare e un po’ stanchi per la camminata (!!!) sotto il sole prendiamo al volo l’autobus per rientrare all’ansa Robinson, dove troviamo il nostro dinghy, non solo presente ma anche intatto (ci avevano segnalato episodi di furti nella zona).
Consultate le previsioni meteo, con Leopoldo decidiamo di concederci un’altra giornata di relax qui a Moorea: l’isola e’ bella, forse un po’ troppo turistica per i nostri gusti, ma nella baia di Opunohu siamo in pochissime barche – 4 – , la barriera ci protegge dall’onda, e quindi ce la godiamo in pieno. Domani , mercoledì 31, salperemo alla volta di Tahiti, per recuperare il motore di avviamento del dissalatore (speriamo riparato) e le vele che avevamo lasciato al velaio.
L’allineamento della pass di Papeete, e dietro di noi Yaya di Leopoldo
L’ingresso alla Baia di Cook di Moorea
Il placido ancoraggio alla Baia di Cook
L’incantevole contorno della Baia di Cook
Lilli e Leopoldo in relax dopo pranzo
L’ingresso e la tranquillita’ della Baia di Opunohu di Moorea
La villetta di Anse Robinson, il suo bellissimo giardino ed il moletto
La spiaggia dell’hotel Intercontinental
Il Capitano
Lilli davanti alla chiesa ottagonale di Papetoai
giovedì 25 luglio 2013
Isole della Societa’ : Tahiti
17:32.42S 149:34.24W
Il 15 luglio intraprendiamo la navigazione da Apataki a Tahiti, circa 250 miglia. Come da previsioni meteo, mare formato sui 2-2,5 mt, continui groppi con rinforzi di vento a 25 kn e pioggia segnano il primo giorno di navigazione; chiudiamo il pozzetto con la capottina verticale, e cosi’ siamo riparati anche dalla pioggia da poppa.
Il mattino del 16 luglio il vento cala, abbiamo un apparente al giardinetto sui 7-8 kn, e ci mancano circa 70 M: sono tante per arrivare in giornata, con la luce, ma sono poche per rallentare ed arrivare il mattino successivo … in piu’ ciondolare alla velocita’ di 3 kn, con l’onda che sollecita e stressa tutta l’attrezzatura, non e’ affatto piacevole, percio’ decido di dare motore a 1200/1500 g/min. e mantenere la velocita’ sui 5-6 kn. Questo vuol dire arrivare alla pass di Papeete con il buio: accetto questa ulteriore sfida, proponendomi di valutare le condizioni dell’entrata al momento, e in caso di incertezze di attendere fuori dalla pass le luci dell’alba.
Alle 22.30 siamo davanti alla pass: poco vento e la luna a ¾ sono nostri alleati, chiamiamo sul VHF ch 12 il Port Control per chiedere l’autorizzazione ad entrare (essendo il porto di Papeete molto trafficato ed estremamente vicino all’aereoporto - con gli aerei in atterraggio e decollo che intersecano la rotta della pass - tutte le barche devono contattare l’autorita’ del traffico); molte luci rosse e verdi lampeggiano al livello del mare, sono le boe che segnalano il canale all’interno del reef, ma inizialmente non riusciamo a distinguere chiaramente la coppia che indica la pass. Le luci della citta’ non danno troppo fastidio, e la coppia di luci verdi lampeggianti poste sulla collina che indica l’allineamento per la rotta d’ingresso a 148° si individua facilmente (di giorno si distinguono i 2 piloni a strisce bianche e rosse).
Una volta all’interno della rada, un’altra coppia di luci verdi lampeggianti indica la rotta di 87° di ingresso al porto di Papeete; superata una piattaforma isolata in mezzo al porto (con una grande bitta), che si puo’ lasciare a sinistra o a dritta indifferentemente, si vedono a destra i 3 pontili dello Yacht Quay Marina, i primi 2 ad ovest sono destinati alla barche in transito.
Alle 23.10, con l’aiuto dello skipper di un’altra barca, prendiamo il corpo morto, ormeggiamo e brindiamo alla nostra prima pass notturna.
Il giorno seguente, 17 luglio, ci rechiamo all’ufficio dello Yacht Master, situato al piano terra della grande struttura in legno che funge da terminal marittimo: molto gentile, Ken ci accoglie e ci fornisce tutte le informazioni per muoverci in citta’, comprensive degli aggiornamenti del prezioso opuscolo “Yachtsman’s Guide to French Polynesia” (scaricabile su internet al’indirizzo http://www.pacificpuddlejump.com/pdf/YachtsmensGuide.pdf) con le ubicazioni di tutti i negozi che possono essere utili al navigatore, dalle attrezzature nautiche alla lavanderia, dal supermercato alla farmacia ed ancora come fare rifornimento di gas per la cucina ed infine un tariffario dei taxi per non essere fregati!
La scelta dello Yacht Quay si e’ rivelata azzeccata: vicini alla citta’, con le biciclette abbiamo potuto fare velocemente molti giri di negozi, l’ormeggio con i corpi morti e’ ben ridossato da tutti i settori, acqua e corrente in banchina circa 40 €/g, a 2 passi un supermercato Champion ben fornito e il mercato municipale di Papeete, con frutta e verdura fresca e curata prodotta localmente; volendo, in alternativa, 5 M a SW dopo l’aereoporto e raggiungibile attraverso un canale ben segnalato, c’e’ il Marina Taina. Quando siamo stati a visitarlo aveva pochissimi posti disponibili, per lo piu’ sul pontile esterno soggetto a risacca, a circa 48 €/g; c’e’ anche un campo boe per barche fino a 45 piedi ed un ancoraggio libero, gratuito, con la possibilita’ di usufruire dei servizi del marina (dinghy dock, lavanderia, ristorante ecc.); dal Marina Taina a Papeete taxi a circa 17 € o autobus ad orari imprecisati.
Il 18 luglio ormeggia accanto a noi Leopoldo, che ha attraversato il Pacifico in solitario fino alle Marchesi ed ora naviga con suo figlio Giovanni, abile marinaio di 12 anni!
Purtroppo, come gli amici olandesi di Viskus, anche lui ha alle Tuamotu ha avuto problemi: ha perso 2 ancore a Makemo, per rottura della catena inox sul reef. Lo stesso giorno arrivano anche gli amici francesi di Bellissima, che hanno distrutto l'ancora ad Anse Amyot (si e' deformata e la devono sostituire). Insomma sentiamo storie di ogni tipo … noi, per ora, facciamo parte di quelli a cui e' andata bene (Lilli da brava napoletana tocca ferro).
Sabato 20, con un’auto a noleggio (circa 90 €/g), andiamo a zonzo per Tahiti. L’isola e’ composta di 2 isole (Tahiti Nui a nord, e Tahiti Iti a sud), collegate da un istmo di circa 2 km. La strada costeggia completamente le 2 isole tranne la parte piu’ meridionale di Iti; la barriera corallina della parte est e’ piu’ esposta ai venti dominanti, quando siamo passati i 25 kn da SE scoraggiavano chiunque a navigare anche all’interno della barriera.
La parte ovest, a partire da punta Venus a nord ha invece lunghi tratti di laguna tra il reef e l’isola, protetti dai venti dominanti, navigabili e con pass segnalate.
Nell'insenatura a SW tra le 2 isole c’e’ Port Phaeton, con un marina attrezzato anche per tirare barche a terra.
Con Leopoldo e Giovanni andiamo a cena alle “roulotte”, una decina di ambulanti che la sera, nella piazza del porto, allestiscono barbecue, tavoli, sedie e luci volanti, ed appunto nelle roulotte cucinano ciascuno le proprie specialita’: pizza, crepes, pesce, etc … noi mangiamo delle squisite bistecche giganti, spendendo circa 16 € a testa.
Domenica 21 Mario parte per rientrare in Italia, dopo piu’ di 5 mesi a bordo di Refola. Ci salutiamo prima dell’alba (il taxi viene a prenderlo alle 4 e mezza). E’ l’ultimo membro dell’equipaggio che ci lascia e d’ora in poi restiamo soli Lilli ed io. Ce la faremo? Certo dovremo cavarcela senza l’aiuto di Mario per la guardia a prua, sui fondali, senza parlare dell’opera di sfilettamento del pesce pescato … va beh, faremo del nostro meglio, ed intanto ringraziamo Mario della sua costante disponibilita’.
I giorni allo Yacht Quay di Papeete trascorrono veloci, tra molte cose da fare, cambio olio e filtri del motore, ricerca dei vari ricambi (sono riuscito a trovare un’officina che rifa’ l’avvolgimento del motore del dissalatore).
Giovedì 25, insieme a Leopoldo che ha deciso di navigare con noi fino alla partenza di suo figlio Giovanni, ci spostiamo al Marina Taina per fare gasolio; appena mollati gli ormeggi chiamiamo il Port Control sul canale 12 per ottenere l’autorizzazione a sportarci ed in un’ora percorriamo le 5 M del canale, ben segnalato da pali rossi e verdi.
In prossimita’ del marina c’e’ un grosso supermercato Carrefour, fornitissimo di ogni prodotto alimentare e non; all’interno del marina 2 succursali ship-chanderly di Papeete e Michel, che ha una piccola officina e vende un po’ di tutto su ordinazione; qui ho acquistato un piccolo inverter 24/220 V, introvabile in citta’.
Ancoriamo per la notte accanto al bordo del canale, intorno a noi ci saranno una cinquantina di barche. Domani mattina riprenderemo il mare, con destinazione Moorea, ad una ventina di miglia.
Yacht Quay Papeete
Mercato dell’artigianato
Mercato del pesce
Vedute di Tahiti dall’alto (sullo sfondo, Moorea)
Il vecchio faro di Punta Venus
Competizione di canoe
Spiagge di Tahiti
Il Marina di Port Phaeton
Marina Taina: pontile per dinghy, zona di ancoraggio ed il canale per raggiungerlo da Papeete