mercoledì 14 agosto 2013

Isole della Societa’: Raiatea e Tahaa

 17:37.02S 151:32.75W

Venerdi 9 agosto, alle 8.05, salpiamo da baia d’Avea dell’isola di Huaine e risaliamo il canale, ben segnalato; alle 9.15 usciamo dalla pass Avapehia, rotta 267° per circa 20 M. Il vento e’ molto incostante, con continue variazioni di intensita’ 15-20 kn e direzione E-SE, c’e’ 1,5-2 mt. di onda da sud; per stabilizzare la barca diamo vela e motore a 1500 g/min.

Alle 12.30 siamo alla pass Teavapiti di Raiatea, allineamento con 2 mede  a terra per 269°, non c’e’ corrente, l’onda e’ gia’ molto ridotta fuori dalla pass, diventa solo increspatura prodotta dal vento; una volta dentro, si e’ all’interno di una grande barriera corallina che comprende 2 isole: Raiatea a sud e Tahaa a nord, distanti poco piu’ di 2 miglia, la laguna tra il reef e l’isola ha acque profonde e canali segnalati, si puo’ circumnavigare completamente Tahaa e per ¾ Raiatea.

Risaliamo verso NW il canale, passando davanti al grande molo del villaggio principale di Raiatea, Uturoa. Qui e’ possibile fare rifornimento di gasolio in banchina; mezzo miglio piu’ avanti c’e’ il marina municipale che vediamo fitto di barche a vela, anche di medie dimensioni.

Proseguendo, il canale piega a sinistra per WNW, c’e’ un allineamento con 2 mede poste sul reef ad est (111,7°-291,7°). In questo tratto di canale si attraversano le rotte di atterraggio e decollo dall’aeroporto, percio’ bisogna chiamare la torre di controllo sul vhf canale 12 e chiedere l’autorizzazione per il transito; in prossimita’ del passaggio alcuni cartelli richiamano questa procedura, indicando anche un numero telefonico. Pur non sentendo alcuna altra barca fare questa chiamata, noi ci atteniamo scrupolosamente alla prescrizione e …  sul vhf non otteniamo alcuna risposta, mentre al telefono segnalato una gentile signora ci dice: ”grazie per avere chiamato, non c’e’ traffico!”.

Tra Raiatea e Tahaa c’e’ un grande reef (Grand Banc Central) indicato da segnali cardinali; subito dopo la pista dell’aereoporto c’e’ il marina Apooiti, con disponibilita’ di posti e boe, mezzo miglio piu’ a SW, riconoscibile dal campo boe con numerose barche, c’e’ il piccolo porto che comprende i 2 cantieri presenti nell’isola: il C.N.I. ed il Marina Carenage.

Noi proseguiamo dunque in direzione SW per raggiungere il cantiere C.N.I. (Chantier Navale des Ile su le vent), dove abbiamo prenotato il rimessaggio di Refola

Alle 13.20 ormeggiamo alla boa li’ davanti, mentre per entrare nel porticciolo c’e’ un canale non segnalato (profondita’ minima 3,10 mt), con una meda che segnala il basso fondale a sinistra, entrando. 

Scendiamo a terra col dinghy e ci rechiamo agli uffici del cantiere, dove programmiamo l’alaggio di Refola per il 29 agosto. Incontriamo Michele e Ludovica, che da 12 anni fanno charter con il loro Halberg-Rassy Gulliver, in giro per le Isole della Societa’; Michele  conosce Tahaa e Bora-Bora come le sue tasche, e ci da’ un sacco di utili consigli su ancoraggi e posti da vedere.

Domenica 11 agosto, sempre di conserva con Yaya (Leopoldo e Giovanni) salpiamo per la circumnavigazione in senso antiorario di Tahaa: decidiamo come prima tappa l’ancoraggio appena a nord della pass Toahotu, ad est dell’isola. Il vento e’ da est sui 22-27 kn, per le prime 3 miglia ce l’abbiamo sul naso e ci rallenta notevolmente, poi con un po’ di genoa e motore risaliamo velocemente il canale per altre 3 miglia; l’ancoraggio su 4-5 mt dietro il reef e’ protetto dall’onda, ma non e’ invitante, percio’ ripieghiamo su baia Haamene subito ad ovest della pass Toahotu.

Baia Haamene e’ una profonda insenatura di circa 2,5 M orientata E-W, considerata per la parte finale “hurrican hole”; a mezzo miglio dall’ingresso, sul lato nord della baia, ci sono alcune boe gestite dall’hotel Ibiscus (vhf ch.68), noi proseguiamo oltre poiche’ sono esposte al vento da est che soffia ancora oltre 25 kn e 2 M di fetch creano una fastidiosa onda corta.

Arriviamo nel fondo della baia, dove una piccola ansa ci fornisce un po’ di riparo dall’onda, il vento arriva invece rinforzato come da un effetto “venturi”; ancoriamo su un fondo di sabbia e fango di 12-14 mt. (16°38,18’S 151°29,23’W). In fondo alla baia c’e’ il minuscolo villaggio di Haamene, con un pontiletto galleggiante per sbarcare con il dinghy.

Lunedì 12 riprendiamo la nostra circumnavigazione verso nord nella laguna, il vento e’ ancora piu’ gagliardo del giorno precedente, alcune raffiche arrivano a 30-33 kn: quando siamo in prossimita’ della meta, all’Ilot Tautau ad ovest di Tahaa, vediamo 3 barche  all’ancora con un discreto beccheggio, percio’ ripieghiamo su baia Tapuamu 1 M ad ESE.

Ancoraggio profondo su 22-24 mt di sabbia, dove mettiamo 80 mt di catena (16°37,02’S 151°32,75’W).

A terra c’e’ un grande molo per navi ed un piccolo porticciolo con profondita’ minima 1,80 mt, utilizzato dalle navette che fanno servizio turistico, adiacente al porto c’e’ una stazione di servizio della Total, alla  quale si puo’ accedere con la barca, se si ha appunto un pescaggio inferiore a mt. 1,80; attraversando la strada c’e’ un piccolo supermercato, con pane fresco.

Martedì 13 agosto salpiamo di buonora per Bora-Bora, ma la partenza e’ ritardata da un inconveniente: al momento di salpare Yaya si trova con l’ancora incattivita sul fondo, non c’e’ verso di liberarla, sembra necessaria un’immersione (fondo a 24 metri!); chiediamo aiuto a 3 ragazzi che uscivano dal porticciolo con un barchino, uno di questi prende in prestito maschera e pinne e in 2 riprese libera l’ancora impigliata su un groviglio di cime di un vecchio corpo morto, per la cronaca, Leopoldo aveva dato ancora nella parte nord della baia. Finalmente liberi, partiamo per Bora Bora, a Tahaa torneremo fra una settimana, sperando di trovare condizioni meteo migliori.

Alessandro

L’ingresso a Raiatea dalla Pass Teavapiti

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Il comandante ! 

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Il CNI, dove lasceremo Refola

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La baia Haamene di Tahaa: Hotel Ibiscus e fondo della baia 

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Circumnavigando Tahaa 

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Ancoraggio di Ilot Tautau 

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La baia Tapuamu di Tahaa

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La nave da crociera Paul Gaugain, sullo sfondo Bora Bora

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Leopoldo con i ragazzi che gli hanno recuperato l’ancora

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venerdì 9 agosto 2013

giovedì 8 agosto 2013

Isole della Societa’ : Huaine

 16:48.65S 150:59.52W

Mercoledì 31 luglio torniamo a Tahiti, navigazione a motore per assenza di vento, alle 12.30 ormeggiamo allo Yacht Quay di Papeete, dove ritroviamo ad attenderci lo stesso posto lasciato la scorsa settimana; qui ritroviamo, nel giro di pochi giorni, molti degli amici navigatori conosciuti in Pacifico: Massimo e Sandra del Kenta, i francesi Sylvie e Remi di Bellissima ed infine Anna e Paolo di Zoomax.

Giovedì ho ritirato il motore del dissalatore, revisionato e con un nuovo avvolgimento (Pacific Technique tel. 689 - 410776 ); trovo anche preziose indicazioni per articoli necessari/utili a bordo:  un negozio di materiale elettrico dove vendono anche motori e pompe a prezzi competitivi (Sainte-Amelie Import tel.689 - 708681); per pile e lampade: Tahiti Pile e Lumiere, a 2 passi dal marina, dove ho comprato lampade da 50 W per il ponte, introvabili nei negozi di nautica, oltretutto ad un prezzo molto basso circa 8 € .

Sabato 3 agosto alle 15.30, sempre di conserva con Yaya di Leopoldo, salpiamo per Huaine. Sono circa 100 M, percio’ utilizziamo la notturna per arrivare il mattino seguente in buona luce; e’ la prima notturna che facciamo Lilli ed io da soli e siamo anche felici di provare questa navigazione, facciamo turni di 3 ore nel periodo dalle 21.00 alle 9.00.

Al momento della partenza mi rendo conto che abbiamo un problema: il plotter cartografico, la carta nautica elettronica con cui tracciamo le rotte, e che ci fornisce dati su  velocita’ e distanze, non riceve il segnale del gps! Significa che non abbiamo a video la visualizzazione della barca che si sposta e nemmeno il radar …  abituati alla tecnologia, quando viene a mancare c’e’ sempre un po’ di smarrimento….

Attiviamo il programma di rispetto che abbiamo sul pc (Sobmax) e attraverso l’AIS abbiamo anche una sorta di radar, almeno per le imbarcazioni dotate di trasmittente AIS.

La pass di uscita da Papete e’ come sempre calma, ormai abbiamo capito che le pass delle Isole della Societa’ sono praticamente quasi tutte senza corrente e senza onda, se non esposte direttamente  all’onda del mare; la navigazione procede bene a vela con un vento ENE sui 12-14 kn che verso sera comincia a calare, e nella notte si stabilizza a 7-8 kn. Quando la nostra velocita’ si riduce a 3 kn, diamo motore. I turni di 3 ore hanno funzionato egregiamente, e sono stato molto felice di constatare che io e Lilli possiamo farcela a condurre Refola da soli, anche con navigazioni notturne.

Arriviamo alle 10.30 alla pass Avamoa, ben segnalata e con un allineamento di 2 mede a 126°, l’ancoraggio e’ appena dentro la pass, ad ESE della meda rossa, su un fondale 8-12 mt. di sabbia corallina; intorno i fondali sono profondi oltre 20 mt, percio’ molte barche sono presenti su questa area (16°42.79’S 151°02.41’W).

Con il NW , poco frequente, questo ancoraggio e’ soggetto ad un po’ do onda, nel qualcaso si puo’ ancorare circa mezzo miglio a SW del villaggio, nel canale tra il reef e l’isola.

Il villaggio di Fare e’ a circa 500 mt a SE,  c’e’ un grande molo per navi, ed un moletto per piccole barche e dinghy, volendo si puo’ chiedere l’autorizzazione alla Capitaneria (vhf ch.12) per ormeggiare temporaneamente con la barca in banchina.   

Huaine si distingue dalle altre isole della Societa’ per avere mantenuto un turismo meno invadente e questo si nota quando si scende a terra e si incontra la gente, molto disponibile e gentile.

Lunedi’ 5 agosto, con il tempo in cambiamento, cielo coperto e vento a raffiche, abbiamo preferito scendere a sud, percorrendo 6 M di canale ben segnalato con boe rosse e verdi; ancoriamo in baia Haapu in 12-14 m. di sabbia corallina, ancoraggio molto protetto e tranquillo contornato da verdi colline (16°47,43’ S 151°00,35’ W).

Il giorno seguente il cielo si apre e ritorna il sole: percorriamo le ultime 3 M di canale che porta a baia D’Avea, ancoraggio splendido in 12-13 mt di sabbia corallina, intorno i colori della barriera da una parte e le colline verdi dall’altra; c’e’ un resort a terra con un pontile in legno per il dinghy e piccole barche (16°48,65’S 150°59,52’ W).

Il Mahana Resort, nonostante il cartello sul pontile “riservato ai clienti dell’Hotel”, accetta anche i dinghy della barche all’ancora, fornisce anche una connessione internet a pagamento, il segnale wifi per il vero e’ un po’ debole; nel resort c’e’ anche una agenzia  Europ Car per il noleggio di auto, scooter e biciclette.

Mercoledi’ infatti noleggiamo una panda per 8 ore, circa 80 € tutto compreso, assicurazione casco e carburante; la strada che circonda le 2 isole collegate da un ponte, Huaine Nui e Huaine ITI,   segue la frastagliata costa, ci sono alcuni interessanti siti archeologici a Maeva nella zona NE e un museo che riporta anche la storia delle “Fish trap”.

Le fish trap - letteralmente trappole per pesci -, create all’inizio del secolo scorso, sono di fatto piccoli canali nella laguna costruiti con pietre e finalizzati a convogliare il pesce in piccoli specchi d’acqua. Con il vento da SE, infatti, in questo tratto di laguna entra una corrente che facilita l’ingresso del pesce; nei tratti finali del canale ci sono delle palafitte utilizzate per fare i turni di guardia e controllare il passaggio dei pesci; tutto il villaggio partecipa alla raccolta del pesce, che non viene venduto, ma spartito tra tutti; le fish trap sono utilizzate tuttora, c’e’ un calendario che in base al vento ed all’incidenza della luna, indica i tipi di pesce che entrano nelle trappole.

Pranziamo al villaggio di Fare, in un bel ristorante sul porto, da menzionare non solo perche’ si mangia bene con circa 20 €, ma anche perche’ la titolare ha rimediato ad un errore che mi sarebbe costato 800 € di addebito sulla carta di credito: infatti era stato digitato l’importo di 90.000 PF anziche’ 9.000 PF! io non mi ero accorto della differenza, ma al momento di uscire dal ristorante, la signora mi chiama, scusandosi, per dirmi che c’era stato un errore di battuta. Dopo aver tentato inutilmente di annullare l’operazione, mi ha dato la differenza in contanti.

Giovedì 8 agosto passiamo l’ultimo giorno nella baia d’Avea, in assoluto riposo. Il vento ha ricominciato a soffiare con raffiche a 18-20 kn ed e’ previsto in aumento, domani salperemo alla volta di Raiatea.   

L’uscita dalla pass di Papeete e l’ingresso alla pass di Huaine

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Il villaggio di Fare

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nuvoloni incombono, ma noi troviamo un ancoraggio sicuro …

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... e la mattina dopo splende il sole …

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… che ci regala questi colori

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martedì 30 luglio 2013

Isole della Societa’ : Moorea

 17:30.80S 149:51.20W

Venerdi 26 luglio, alle 9.10, lasciamo l’ancoraggio di Taina e, dopo aver ottenuto via VHF l’autorizzazione del Port Control, ripercorriamo il canale verso la pass di Papeete. Erroneamente, ritenevamo che il permesso accordatoci fosse valido anche per uscire dalla pass; invece no: quando avevamo appena superato l’aeroporto, il Port Control ci chiama al VHF, rimproverandoci per non aver chiesto l’autorizzazione ad uscire dalla pass … ci scusiamo cospargendoci il capo di cenere, e riceviamo istruzioni di uscire dopo il grosso catamarano che fa i collegamenti con Moorea, lo vediamo infatti apparire all’uscita del porto.

Il marinaio Lilli al timone si mette in rotta per la sua prima uscita da una pass … il vento e’ fortissimo, la visibilita’ scarsa e ci sono onde alte 4 metri, ma lei non si fa intimorire …. Beh, non e’ andata proprio cosi’: mare assolutamente piatto, totale assenza di corrente, usciamo tranquilli con l’allineamento di mede bianche e rosse, rotta 328°.  Alle 10.10 siamo fuori, e’ stato molto facile ma Lilli e’ felice e soddisfatta della sua impresa.

Facciamo rotta su Moorea; sono 14 M che percorriamo a motore a causa di un vento apparente decisamente scarso, solo a 3 M dalla pass di Moorea una brezza sui 12-15 kn ci da’ un po’ di spinta.

Alle 12.40 entriamo nella pass Avaroa, che da’ accesso alla baia di Cook; c’e’ un allineamento con 2 mede a 149°7’, aggiriamo a sinistra il reef ed ancoriamo nella stretta laguna (circa 200x700 mt), tra il reef e l’isola (17°28,90’S 149°48,79’W); i fondali, al centro sui 22 mt, risalgono ripidi fino a circa 2 mt.; grazie al bel tempo facciamo una sosta per un bagnetto e il pranzo, poi ci spostiamo in fondo alla baia di Cook, su un fondale di 14-15 mt di sabbia e fango; ci sono gia’ 6 barche ancorate, ma c’e’ molto spazio (17°30,23’S 149°49,28’W).   

Lo scenario che ci circonda e’ molto bello, ripidi picchi verdi si stagliano verso il cielo, un po’ come a Fatu Hiva e Ua-Pou alle Marchesi; dall’ancoraggio prendiamo il segnale  internet in wifi, per andare a terra sull’angolo SE c’e’ una costruzione azzurra con un tetto spiovente nero, e’ il mercato del pesce, e’ dotato di scivolo e molo in cemento, c’e’ perfino acqua in banchina!

Con Leopoldo e Giovanni scendiamo a terra: e’ sabato, poca gente per le strade, attraversiamo il villaggio e risaliamo la strada che porta al “Belvedere”, un punto in collina dal quale si possono vedere entrambe le baie, di Cook ed Opunohu, separate dal monte Rotui; speravamo di beccare un passaggio da qualche auto in transito, ma dopo un’ora di cammino sotto il sole, mancando ancora quasi 10 km, rinunciamo al Belvedere e torniamo indietro, accaldati ed affamati.

In fondo alla baia c’e’ uno snack gestito da cinesi (come molte altre attivita’, sia a Moorea che a Tahiti), mentre vicino al mercato del pesce ci sono 2 ristoranti, scegliamo il primo, piu’ vicino al mercato, dove mangiamo bene con circa 25 € a testa.

Il giorno successivo, domenica 28 luglio, ci spostiamo nella adiacente baia di Opunohu, 2 M piu’ ad ovest; per raggiungerla bisogna uscire dal reef e rientrare per un’altra pass. Anche stavolta entrambe le pass sono senza corrente ne’ onde: la pass Tareu, che immette alla baia di Opunohu, ha un allineamento con 2 mede, poste quasi in fondo alla baia, ma visibili per 156°8’, i passaggi sono comunque ampi e ben segnalati, con mede rosse e verdi.

Aggiriamo a sud il reef Vaipeu a sinistra della pass, ed ancoriamo nella laguna (circa 250 x 750 mt): acqua trasparente dai colori blu e turchese, fondali che variano da 7 mt al centro a 2 mt circa. Un ancoraggio molto gettonato, infatti ci sono una quindicina di barche, fitte fitte, diamo ancora su un fondale di 6-7 mt di sabbia corallina (17°29,41’S 149°51,06’W); dopo l’immancabile bagno, per stare piu’ tranquilli alla ruota, ci spostiamo in fondo alla baia Opunohu, su un fondale di 14-16 mt di fango e sabbia.

Anche qui lo scenario che ci circonda e’ come nella baia di Cook , anzi ancora piu’ bello: montagne verdi, acque calme. Purtroppo non c’e’ il segnale wifi, e anche l’atterraggio col dinghy e’ un po’ piu’ problematico. Sulla carta sono segnati 2 moletti: uno a SE che appartiene ad una bella villetta con un meraviglioso, grande giardino (quando siamo sbarcati non c’era nessuno a cui chiedere il permesso di lasciare il gommone); l’altro e’ a SW, un moletto privato in cemento, anche questo di pertinenza di una casa dall’altra parte della strada. Qui chiediamo al proprietario il permesso di sbarcare, ma il tizio, rispondendo in inglese alla nostra richiesta in francese, ce lo nega (!!!); torniamo quindi nell’ansa Robinson a  SE, 200 mt a nord del pontile della villa, dove c’e’ un boa bianca davanti all’ansa, ed il fondale permette di arrivare fino al muretto di sassi.

Sempre con Leopoldo e Giovanni, una volta a terra prendiamo un taxi (il servizio di autobus che fa la spola  dall’aereoporto a NE, fino al Petit Village a NW ha orari imprecisati, con una cadenza di 2 ore circa) fino al Petit Village a circa 7 km, un piccolo centro commerciale e turistico, pieno di negozi, baretti e ristorantini. Pensiamo di noleggiare un auto: proviamo con l’Avis, presso l’hotel Intercontinental, e da Albert Rent Car di fronte (un po’ meno caro), ma non ne troviamo di disponibili.

Troviamo invece un simpatico snack sulla spiaggia, 1 km ad ovest del villaggio Papetoai, dove a parte l’attesa si mangia bene con circa 16-18 €.

Il villaggio di Papetoai, davanti alla chiesa ottagonale, ha un porticciolo per piccole barche equipaggiato con bitte, colonnine per l’elettricita’ e rubinetti per l’acqua, ma apparentemente in stato di abbandono (nessuna barca era in porto). Davanti al porto, segnalata anche dal portolano, c’e’ un’ansa ampia circa 200 mt, dove si puo’ ancorare su un fondale di 15 mt.

Appagati dal pranzetto in riva al mare e un po’ stanchi per la camminata (!!!) sotto il sole prendiamo al volo l’autobus per rientrare all’ansa Robinson, dove troviamo il nostro dinghy, non solo presente ma anche intatto (ci avevano segnalato episodi di furti nella zona).

Consultate le previsioni meteo, con Leopoldo decidiamo di concederci un’altra giornata di relax qui a Moorea: l’isola e’ bella, forse un po’ troppo turistica per i nostri gusti, ma nella baia di Opunohu siamo in pochissime barche – 4 – , la barriera ci protegge dall’onda, e quindi ce la godiamo in pieno. Domani , mercoledì 31, salperemo alla volta di Tahiti, per recuperare il motore di avviamento del dissalatore (speriamo riparato) e le vele che avevamo lasciato al velaio.

L’allineamento della pass di Papeete, e dietro di noi Yaya di Leopoldo

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L’ingresso alla Baia di Cook di Moorea

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Il placido ancoraggio alla Baia di Cook

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L’incantevole contorno della Baia di Cook

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Lilli e Leopoldo in relax dopo pranzo

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L’ingresso e la tranquillita’ della Baia di Opunohu di Moorea

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La villetta di Anse Robinson, il suo bellissimo giardino ed il moletto

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La spiaggia dell’hotel Intercontinental

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Il Capitano

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Lilli davanti alla chiesa ottagonale di Papetoai

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